Venerdì 2 giugno

Ct 7,13a-d. 14; 8,10c-d; Sal 44 (45); Rm 8,24-27; Gv 16,5-11

 

«Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio» (Gv 16,7-8).

 

Lo Spirito prosegue l’opera di Gesù, assicura che la Chiesa cammina nella verità e le permette di far fronte alle forze ostili o indifferenti del mondo. Nel tempo della sua presenza, Gesù rivelava il peccato degli uomini sotto forma di un giudizio. Lo Spirito deve semplicemente continuare il compito di Gesù ispirando la comunità. Tre sono le funzioni che gli sono attribuite. Anzitutto lo Spirito prova ai discepoli che il mondo è nel peccato: egli metterà in piena luce il peccato supremo, la messa a morte del Figlio. Inoltre lo Spirito fa giustizia in favore di Gesù: mostra cioè che la sua morte, umiliante dal punto di vista umano, è esaltazione da parte del Padre. Questo punto è essenziale, perché altrimenti lo Spirito che prosegue la missione di Gesù in mezzo agli uomini non avrebbe alcuna ragion d’essere. Infine lo Spirito pronuncia la sentenza contro il mondo, colpevole di aver condannato Gesù. Lo Spirito che vive nella Chiesa attesta che la condanna e la morte di Gesù sono sfociate nella sua glorificazione.

 

Preghiamo

Signore Gesù,

il tuo Spirito ci convince a proposito della verità.

Egli fa certo il nostro cuore di apprendere da te

le cose giuste per vivere.

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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