Giovedì 1 giugno

Ct 6,1-2; 8,13; Sal 44 (45); Rm 5,1-5; Gv 15,18-21

 

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia» (Gv 15,18-19).

 

Dopo aver parlato di amore, Gesù introduce la parola «odio», quasi a fare da contrappeso: è l’ombra che si contrappone alla luce. Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù. Come lui, essi non sono del mondo. L’odio del mondo verso i discepoli non è passeggero, ma perdurerà fino a quando una parte di umanità rifiuterà di accogliere il messaggio di Gesù. Lungo il suo Vangelo Giovanni contrappone il mondo a Gesù. Il mondo lo odia perché Gesù testimonia contro di lui. Questa contrapposizione proviene dall’incompatibilità tra due universi, quello dall’alto (cioè di Dio) e quello dal basso (ovverosia dell’uomo). Essere scelto da Gesù equivale a essere strappato da questo mondo di tenebre. In quanto discepoli i credenti sono impegnati nello stesso combattimento di Gesù contro il mondo che a lui si oppone. Tale opposizione la si realizza abitando il mondo ma mostrando la logica differente del Vangelo, una logica che il mondo non conosce, ma che proprio la testimonianza cristiana può far percepire.

 

Preghiamo

Signore Gesù,

all’odio del mondo

tu ci insegni a contrapporre l’amore,

amore che il mondo s’illude di conoscere,

ma che solo tu ci riveli.

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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