SABATO 11 Marzo

 

Dt 24, 17-22; Sal 9; Rm 14,1-9; Mt 12,1-8

 

6Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. 7Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. 8Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato». (Mt 12,6-8)

 

Dichiarandosi Signore del Sabato Gesù si rivela, ancora, come colui che porta a compimento la Legge e i profeti. Il sabato è il giorno consacrato a Dio, in cui non è concesso lavorare né fare altro se non rendere lode a Dio. Ma un’osservanza troppo stretta del precetto rischia di mettere in secondo piano il bisogno dei fratelli e si rischia di lodare la misericordia di Dio senza praticarla. Per questo Gesù, partendo dal bisogno concreto dei discepoli spiega la Scrittura: prima la misericordia, e poi il sacrificio, perché se fatto con amore un gesto di misericordia è già lode a Dio, che è misericordia, e la vita diventa lode perenne a Dio, non soltanto in giorno di sabato.

 

Preghiamo

 

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,

annuncerò tutte le tue meraviglie.

3Gioirò ed esulterò in te,

canterò inni al tuo nome, o Altissimo

 

Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso,

un rifugio nei momenti di angoscia.

11Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,

perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore.

 

   (Sal 9, 2-3.10-11)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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