MARTEDI 7 marzo

Gen 3,9-21; Sal 116; Pt 2,1-10; Mt 5,13-16

 

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. (Mt 5,14-16)

 

Si possono compiere opere buone che rendono gloria a Dio se si è sale e luce, persone cioè capaci di dare sapore e consolazione alla vita di chi incontrano. Il sale, infatti, non esiste per sé, ma per dare sapore al cibo, così come la luce esiste per illuminare il cammino. I discepoli del Signore devono spendere la loro vita per gli altri e per Dio. Usando immagini della vita di ogni giorno Gesù ci mostra la nostra ragione d’essere: non vivere per noi stessi e per il nostro benessere, ma mettendo al primo posto il dialogo con Dio per trovare la forza di trasmettere al mondo la gioia di averlo incontrato, dando così sapore e splendore alla vita.

 

Preghiamo

Signore, rendici capaci di vivere con amore

la nostra vocazione,

rapiti dal profumo di Cristo,

che esala da una vita di conversione al bene,

come uomini liberi guidati dalla grazia.

(S. Agostino)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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