Martedì 9 maggio

 

 

At 11,19-26; Sal 86 (87); Gv 6,60-69

 

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6,66-69).

 

La sequela di Gesù conosce anche momenti di crisi, momenti in cui l’appello di Gesù costa. Al termine del discorso sul pane di vita, l’evangelista Giovanni ci ricorda che molti fra i discepoli di Gesù hanno fatto un passo indietro. Gesù non prende posizione nei confronti di costoro, ma pone una domanda ai Dodici, mettendoli di fronte alla possibilità di compiere la stessa scelta. La risposta di Pietro ha la forma di una confessione di fede. Il fascino che ha posto gli apostoli sulle orme di Gesù rimane, anzi si precisa, per mezzo del riconoscimento del «santo di Dio». Simon Pietro e i suoi compagni hanno fatto l’esperienza che in Gesù c’è una realtà divina. Attraverso la santità è già affermata la più grande prossimità con Dio, la partecipazione all’essere intimo e proprio di Dio. Per quegli uomini, posti di fronte a una decisione, il contatto con Gesù è stato rivelazione della santità di Dio. La stessa santità non smette di attrarre noi alla sequela di Gesù, rinnovando la nostra scelta di essere suoi discepoli.

 

Preghiamo

 

Signore Gesù,

vi sono momenti in cui siamo chiamati a deciderci per te.

Come molti discepoli vorremmo andarcene,

come ai Dodici donaci di rimanere dietro di te.

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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