Martedì 25 aprile – San Marco evangelista

 

 

1Pt 5,5b-14; Sal 88(89); 2Tm 4,9-18; Lc 10,1-9

 

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada» (Lc 10,2-4).

 

La sproporzione fra l’abbondanza della messe e l’esiguità degli operai appare in tutta la sua forza. Si chiede qualcosa che riguarda Dio: perché chiedere qualcosa per lui? Questo è il grande mistero della preghiera. Certamente Dio vede e sa i bisogni della Chiesa meglio di noi, ma vuole che chiediamo e domandiamo, che supplichiamo e preghiamo perché noi ne abbiamo veramente bisogno. La missione non è semplice: i discepoli sono inviati «come agnelli in mezzo a lupi» e la loro spogliazione è estrema; è loro proibito anche il minimo necessario di cui aveva bisogno un viaggiatore nell’antichità. Chi parte senza un po’ di pane nella bisaccia? Chi non prende con sé nella sacca del denaro? Chi non indossa i sandali a fronte di un lungo cammino? I discepoli sembrano spogliati, ignudi! Anche l’interdizione di scambiare saluti durante il cammino deve essere intesa a fronte delle priorità che la missione esige. L’urgenza del Regno è più forte delle usanze sociali.

 

Preghiamo

 

Signore, non raramente ci sembra

che la barca della Chiesa faccia acqua da tutte le parti.

Donaci la grazia di riporre ogni fiducia in te,

fidando della forza dell’annuncio del Vangelo.

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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