II feria prenatalizia “dell’Accolto”

 

Rt 1,15-2,3; Sal 51 (52); Est 3,8-13; 4,17i-17z; Lc 1,19-25

 

«Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo.» (Lc 1,20)

 

I versetti che precedono questo brano ci hanno introdotto a conoscere la figura di Zaccaria mentre sta compiendo il suo servizio liturgico. Ma un incontro gioioso e particolare lo sconvolge al punto di mettere tutto in dubbio: come potrò conoscere questo? E il dubbio porta le conseguenze: Zaccaria rimarrà muto fino a quando la promessa non si sarà realizzata. Anche noi diciamo di credere a Dio e ai suoi disegni, ma il più delle volte crediamo secondo i nostri criteri e non riteniamo possibile ciò che non rientra nei nostri parametri anche se questo viene da Dio. Corriamo il rischio di diventare muti quando crediamo al piano di Dio solo a metà, quando non ci mettiamo tutta la nostra fiducia. Sicuramente in questi giorni abbiamo bisogno di essere muti non perché non vogliamo credere ma per fare silenzio e per meditare, per accorgerci di quanto sta accadendo nella nostra vita. Solo così saremo in grado di cambiare e di accogliere l’invito che Giovanni Battista ci farà: accogliere la nascita del Messia.

 

Preghiamo

 

Il tuo verbo, o Dio onnipotente, fattosi uomo nel grembo della vergine Maria per abitare tra noi con il suo amore, soccorra la povertà del tuo popolo che già vede spuntare il giorno del suo Natale.

 

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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