III feria prenatalizia “dell’Accolto”

 

Rt 2,4-18; Sal 102 (103); Est 5,1-8; Lc 1,39-46

 

«Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.» (Lc 1,44-45)

 

In Maria, dopo aver detto sì all’angelo, prende forma una vita nuova. Quando facciamo a Dio anche in noi entra una nuova vita, una gioia, una luce dove prima era tristezza e buio perché riusciamo a vedere il senso delle cose. Aprirsi a Dio vuol dire anche aprirsi agli altri, vuol dire alzarsi e mettersi in cammino, magari in fretta o con premura, con entusiasmo e zelo, ma soprattutto con gioia incontro a chi riteniamo bisognoso. La gioia di Maria nasce dalla sua fede e dall’aver creduto alle promesse di Dio, che è capace di fare cose ai nostri occhi irrealizzabili. Anche noi abbiamo ricevuto da Dio, delle promesse di vita, di felicità che vuole realizzare in noi: se ci crediamo e ci apriamo alla carità verso gli altri, ecco che la gioia ci invade. E come ci ricorda Elisabetta: saremo beati perché ci fidiamo di Dio e crediamo che Lui fa nuove tutte le cose, che vale la pena di amare e di impegnarsi nel proprio dovere, di donarsi senza riserve perché anche attraverso il nostro sì l’amore di Dio continui a operare nel mondo.

 

Preghiamo

 

Esulta grandemente, figlia di Sion,

giubila, figlia di Gerusalemme!

Ecco, a te viene il tuo re.

Egli è giusto e vittorioso.

   (Zc 9,9)

 

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi