IV feria prenatalizia “dell’Accolto”

 

Rut 2,19-3,4; Sal 17 (18); Est 7,1-6; 8,1-2; Lc 1,57-66

 

«Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni”. Le dissero: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”.» (Lc 1,60-61)

 

In questi giorni di Avvento più volte abbiamo riflettuto su Giovanni Battista: oggi finalmente nasce dal grembo sterile di una donna dolce ma nello stesso tempo forte e tenace. Elisabetta, così avanti nell’età, rompe gli schemi prestabiliti e usanze plurisecolari per accogliere e realizzare i disegni di Dio. Sarà lei a imporre un nome nuovo al bambino, poi confermato da Zaccaria che ritorna a parlare e a proclamare le meraviglie compiute. La gente, timorosa, si stupisce e capisce che davvero la presenza del Signore sta operando nella loro storia progetti di salvezza. Bisogna essere persone docili, pronte a cogliere la presenza dello Spirito che soffia instancabile nella vita degli uomini; bisogna essere persone che vivono con gioia il nome nuovo e quello che Dio, attraverso Gesù, porta con il suo Vangelo.

Basta con i vecchi modi di pensare, le vecchie abitudini e i vecchi schemi: apriamoci ad una fede gioiosa nella certezza che, come dice l’apocalisse di san Giovanni ecco faccio nuove tutte le cose.

 

Preghiamo

 

Ora è tempo di gioia

non ve ne accorgete

ecco faccio una cosa nuova

nel deserto una strada aprirò.

   (Gen Rosso)

 

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

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