Ger 3,6a;5,25-31; Sal 102 (103); Zc 6,9-15; Mt 15,1-9

 

 

«Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.»  (Mt 15,7-8)

 

Quando il culto di pratiche religiose si stacca dalla fede e dalla vita, diventa sterile. Quando viviamo solo di riti, di regolamenti, di obblighi, dimentichiamo innanzitutto il volto dell’amore di Dio e siamo portati a fare il contrario di quanto il Signore ci chiede. Si cade nella violenza, si rifiuta il dialogo, non si rispettano le persone, le relazioni umane si diradano sempre più a tal punto che si prendono anche decisioni che portano alla morte. La storia che stiamo vivendo ce lo dimostra. Lasciamoci attrarre dalla bella notizia che ci porta Gesù attraverso la sua nascita nel mondo: la scoperta di Dio che è amore, la bellezza di amare attraverso di lui anche i nemici, di poter vedere il suo volto sul volto di ogni creatura.

 

 

Preghiamo

 

Beato il popolo che ti sa acclamare:

camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;

esulta tutto il giorno nel tuo nome,

si esalta nella tua giustizia.

Perché tu sei lo splendore della sua forza

e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.

Perché del Signore è il nostro scudo,

il nostro re, del Santo d’Israele.

  (Sal 88, 16-19)

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

 

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