Lunedì della VII settimana di Pasqua

Ct 5,2a.5-6b; Sal 41 (42); 1Cor 10,23.27-33; Mt 9,14-15

Sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. (1Cor 10,31)

La vita cristiana si compie nel vivere la vita quotidiana da figli di Dio. Iniziando dalle cose più semplici come il mangiare e il bere, fondamentali per la propria sopravvivenza e salute fisica, san Paolo ci ricorda che non c’è nessun aspetto della nostra esistenza escluso dall’esperienza cristiana, ma che proprio le cose fondamentali possono divenire occasione di lode e di ringraziamento a Dio. Ancor più nella vita della comunità cristiana, la nostra testimonianza personale deve essere ad edificazione della stessa, ricercando il bene di tutti e non il proprio tornaconto personale. Così che lo stesso figlio di Dio ha preso questi aspetti elementari della vita umana quali mangiare e bere, legandoli al dono di se stesso a nostro favore, in quell’ultima sera che ha cenato con i suoi. In questi gesti e in queste parole ha legato la sua vita, la sua presenza, il suo sacrificio a nostro vantaggio, invitandoci a fare come lui, a donarci come lui, a condividere la vita come ha fatto lui. Quale grande dono l’eucaristia che si fa vita testimoniante nella carità e non inciampo alla fede dei più deboli!

Preghiamo

Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
aprite al suo cospetto il vostro cuore;
egli è il nostro rifugio.

(Salmo 61)

 

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