IV DOMENICA DOPO L'EPIFANIA

Gs 3,14-17; Sal 113A; Ef 2,1-7; Mc 6,45-56

“Il Signore Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. (Mc 6,45-48) 

L’evangelista Marco in poche righe concentra tanti fatti e situazioni. Gesù fa salire i discepoli sulla barca e li fa partire verso l’altra riva da soli: lui se ne va sul monte a pregare allontanandosi dalla folla. Loro faticano ad andare all’altra riva tanto che poi, a notte inoltrata, quando Gesù decide di raggiungerli li vede stremati e si avvicina a loro, in mezzo alle onde, per aiutarli, ben sapendo di suscitare in loro spavento vedendolo camminare sulle acque. E loro non lo riconoscono e ne hanno timore. Gesù non abbandona i suoi, sa che nell’affrontare il mare, spesso agitato, si sentiranno affaticati e soli, ma lui non sarà lontano. Sarà sul monte a pregare seguendoli col pensiero, sarà loro vicino per difenderli e sostenerli.

Preghiamo con il Salmo

Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro,
le montagne saltellarono come arieti,
le colline come agnelli di un gregge.

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