ALL’INGRESSO
Signore, se esamini in profondo il nostro cuore,
ogni coscienza è colpevole davanti a te.
Ma se contempli in noi l’opera delle tue mani,
presto, perché sei Dio, ti pieghi al perdono.
Per questo tutta la terra ti grida:
«Abbiamo peccato, peccato contro di te,
donaci il tuo perdono e la grazia di una vita nuova».
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Manda il tuo Spirito, o Dio misericordioso, a rinnovare in noi la grazia del Battesimo perché la realtà della rigenerazione si traduca efficacemente nella nostra vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA Is 6, 8-13
Lettura del profeta Isaia
In quei giorni. Isaia disse: «Io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”. Egli disse: “Va’ e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma non comprenderete, osservate pure, ma non conoscerete. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendilo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi, e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da essere guarito”. Io dissi: “Fino a quando, Signore?”. Egli rispose: “Fino a quando le città non siano devastate, senza abitanti, le case senza uomini e la campagna resti deserta e desolata”. Il Signore scaccerà la gente e grande sarà l’abbandono nella terra. Ne rimarrà una decima parte, ma sarà ancora preda della distruzione come una quercia e come un terebinto, di cui alla caduta resta il ceppo: seme santo il suo ceppo».
SALMO Sal 25 (26)
Signore, amo la casa dove tu dimori.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato. R
Non siedo con gli uomini falsi
e non vado con gli ipocriti;
odio la banda dei malfattori
e non siedo con i malvagi. R
Giro attorno al tuo altare, o Signore,
per far risuonare voci di lode
e narrare tutte le tue meraviglie.
Signore, amo la casa dove tu dimori
e il luogo dove abita la tua gloria. R
EPISTOLA Eb 4, 4-12
Lettera agli Ebrei
Fratelli, si dice in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: «E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere». E ancora in questo passo: «Non entreranno nel mio riposo!». Poiché dunque risulta che alcuni entrano in quel riposo e quelli che per primi ricevettero il Vangelo non vi entrarono a causa della loro disobbedienza, Dio fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo mediante Davide, dopo tanto tempo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!». Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. Dunque, per il popolo di Dio è riservato un riposo sabbatico. Chi infatti è entrato nel riposo di lui, riposa anch’egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie. Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza. Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
VANGELO Mc 6, 1b-5
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.
DOPO IL VANGELO
Abbiamo peccato contro te,
Padre santo che sei nei cieli,
ma tu abbi pazienza con noi.
Illumina chi siede nel buio e nell’ombra della morte
e accendi il nostro cuore
con il fuoco del tuo amore.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Dio di infinita misericordia, resta sempre vicino alla tua Chiesa, che vive tra le tempeste del tempo, e donale adesso il sollievo di un poco di pace e di gioia, mentre le prepari il dono della felicità piena ed eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
O Dio, nostra forza e nostra salvezza, che ci hai abbeverato alle verità della fede, purifica il cuore dei tuoi figli con la celebrazione di questo sacrificio.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Con la venuta di Cristo, Signore nostro, il genere umano ha conosciuto la verità che ci libera e salva; nella sua morte la morte è stata sconfitta, nella sua risurrezione gloriosa è stato dischiuso a noi il regno dei cieli. Redenti da questi misteri, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo senza fine l’inno di lode: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Dal tuo cuore, o Cristo,
sgorga la fonte dell’acqua
che lava ogni male del mondo
e rinnova la vita.
Signore, lava anche noi con quell’acqua purissima,
da ogni malizia detergi il nostro povero cuore.
ALLA COMUNIONE
Cantate di gioia al Signore su tutta la terra,
inneggiate al suo nome.
Venite, ascoltate:
voglio narrare a voi tutti che avete il timore di Dio
le meraviglie che ha fatto il Signore per l’anima mia.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, Padre nostro, per la fede e l’amore che ci hanno portato a ricevere questi sacramenti effondi sempre più largamente in noi i benefici della tua redenzione e donaci di condividere la passione di Cristo per aver parte un giorno alla sua gloria di vincitore risorto. Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
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LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA della domenica di Abramo (III di Quaresima)
LETTURA VIGILIARE Lc 9, 28b-36
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
ORAZIONE
O Dio, che hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della Legge e dei Profeti, fa’ che ascoltiamo la parola dell’Unigenito che tu ami, per diventare eredi della vita immortale in lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Seguono le letture della liturgia domenicale

