Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
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Mercoledì della IV settimana di Quaresima

18 Marzo 2026

ALL’INGRESSO
Lieta è la vita, Signore, e finisce.
Il tuo giudizio è tremendo, e rimane.
Lasciamo dunque un amore insicuro,
considerando l’eterno destino;
leviamo un grido:
«Pietà di noi tutti».

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Concedi a noi, o Dio di salvezza, di vivere con cuore sincero e fedele questo tempo di penitenza; a ogni ritorno della celebrazione pasquale cresca in noi l’intelligenza dei misteri che ci redimono.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen 

GENESI 32, 23-33
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Durante la notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

SALMO Sal 118 (119), 105-112

La tua parola, Signore, è lampada ai miei passi.

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di osservare i tuoi giusti giudizi. R

Sono tanto umiliato, Signore:
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi. R

La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
I malvagi mi hanno teso un tranello,
ma io non ho deviato dai tuoi precetti. R

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
perché sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore a compiere i tuoi decreti,
in eterno, senza fine. R

PROVERBI 24, 3-6
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, con la sapienza si costruisce una casa e con la prudenza la si rende salda; con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e deliziosi. Il saggio cresce in potenza e chi è esperto aumenta di forza. Perché con le strategie si fa la guerra e la vittoria dipende dal numero dei consiglieri.

VANGELO Mt 7, 13-20
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

DOPO IL VANGELO
Il Signore ha promesso al suo popolo: «Li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, allontanerò da loro il mio sdegno». Il Signore sarà come rugiada per Israele; il suo popolo fiorirà come un giglio, si farà robusto come un cedro del Libano.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Mondaci, o Dio misericordioso, con la lucente rugiada della tua grazia perché le preghiere e i doni della Chiesa ti siano più accetti, venendo da cuori purificàti.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Accetta, o Dio, Signore dell’universo, con questa offerta la nostra umana fatica, con la quale portiamo a compimento la tua creazione e ci associamo nell’opera di salvezza a Cristo redentore.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. La fede in lui ci ravviva, ci conforta la speranza, ci unisce l’amore. Il suo perdono è gratuito e, mentre la nostra coscienza ci accusa, la sua misericordia ci purifica dalle colpe. Per questo tuo dono, uniti ai cori degli angeli e dei santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Signore, se ti sdegnerai contro di noi, chi verrà in nostro aiuto? Chi avrà pietà delle nostre miserie? Hai chiamato a conversione la cananea e il pubblicano, hai accolto le lacrime di Pietro: accogli pietoso, Gesù, anche il nostro pentimento e salvaci, Salvatore del mondo.

ALLA COMUNIONE
La nostra carne è debole, Signore, siamo feriti,
ricorriamo a te.
Tu che venisti a risanare i cuori pentiti,
accoglici: chiediamo di guarire.

DOPO LA COMUNIONE
Corroboràti dal pane che ci mandi dal cielo, ti chiediamo, o Padre: il mistero di grazia, che ci hai dato di celebrare nella vita presente, diventi efficace sostegno per la vita eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen