Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
Link: https://www.chiesadimilano.it/?p=2867990
Share

Sabato dopo l’Ascensione

Memoria facoltativa di san Luigi Orione, sacerdote

16 Maggio 2026

ALL’INGRESSO  
«Venite, benedetti dal Padre mio – dice il Signore –.
In verità vi dico: ogni volta che avete usato misericordia
con uno dei miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me». Alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che hai concesso al santo presbitero Luigi [Orione] di amare Cristo tuo Figlio nella persona dei poveri e di formarlo nel cuore dei giovani, dona a noi di esercitare come lui le opere di misericordia, per far sperimentare ai fratelli la tenerezza della tua Provvidenza e la maternità della Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA Ct 5, 9-14. 15c-d. 16c-d
Lettura del Cantico dei Cantici

Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro, tu che sei bellissima tra le donne? Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro, perché così ci scongiuri? L’amato mio è bianco e vermiglio, riconoscibile fra una miriade. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli sono grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi sono come colombe su ruscelli d’acqua; i suoi denti si bagnano nel latte, si posano sui bordi. Le sue guance sono come aiuole di balsamo dove crescono piante aromatiche, le sue labbra sono gigli che stillano fluida mirra. Le sue mani sono anelli d’oro, incastonati di gemme di Tarsis. Il suo ventre è tutto d’avorio, tempestato di zaffiri. Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri. Questo è l’amato mio, questo l’amico mio, o figlie di Gerusalemme.

SALMO Sal 18 (19)

Della gloria di Dio risplende l’universo.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R

Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale:
esulta come un prode che percorre la via. R

EPISTOLA 1Cor 15, 53-58
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, è necessario che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?». Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

VANGELO Gv 15, 1-8
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

DOPO IL VANGELO  
Ringraziamo il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini.
Offriamo a lui sacrifici di lode. Alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Padre santo, che ci hai mandato il tuo Unigenito a proporci la tua misericordia come ideale di vita, donaci di tendere all’alta mèta con la costanza di san Luigi [Orione] e di conseguire la corona di gloria che anche a noi, da giusto giudice, hai preparato.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Accogli i nostri doni, o Dio di misericordia, in questo memoriale dell’immenso amore del tuo Figlio e, per i meriti e le preghiere di san Luigi [Orione], confermaci nella generosa dedizione a te e ai fratelli.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nella grandezza della tua bontà e nella tua paterna giustizia fai sorgere il sole sui buoni e sui malvagi e fai scendere la pioggia sul campo dei giusti e degli ingiusti. Tu hai coronato san Luigi [Orione] perché il suo cuore misericordioso lo aveva reso simile a te e gli hai dischiuso le porte del tuo regno eterno, preparato prima della costituzione del mondo per coloro che sanno vedere il Cristo nei poveri e nei piccoli. Uniti a questo tuo servo beato, con gli angeli e con i santi eleviamo unanimi alla tua maestà l’inno di adorazione e di gloria: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Nessuno ha un amore più grande di questo – dice il Signore –:
dare la vita per i propri amici». Alleluia.

ALLA COMUNIONE
Camminiamo nella carità,
come anche Cristo ci ha amato
e ha dato se stesso per noi,
offrendosi in sacrificio di soave profumo. Alleluia.

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che in questa celebrazione ci hai fatto tuoi commensali, donaci di imitare l’esempio di san Luigi [Orione], che si consacrò a te con perfetta dedizione e si prodigò instancabilmente per il bene del tuo popolo.
Per Cristo nostro Signore. Amen

————————————————————————————————————————————————————-

LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA della Domenica dopo l’Ascensione – VII di Pasqua

VANGELO DELLA RISURREZIONE Gv 20, 1-8
Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

ORAZIONE
Padre onnipotente, che hai redento l’uomo caduto schiavo della morte e l’hai risollevato a vita nuova con la morte e la risurrezione del Figlio tuo, rendici ogni giorno più conformi a lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Seguono le letture della liturgia domenicale