ALL’INGRESSO
Cristo si è caricato dei nostri mali,
ha preso su di sé le nostre colpe.
Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore;
uomini di ogni razza e di ogni lingua,
di ogni tribù e nazione.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
La tua misericordia, o Dio, strappi dal nostro cuore ogni vecchia radice di peccato e ci renda aperti al dono della vita nuova.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
GIOBBE 16, 1-20
Lettura del libro di Giobbe
In quei giorni. Giobbe prese a dire: «Ne ho udite già molte di cose simili! Siete tutti consolatori molesti. Non avranno termine le parole campate in aria? O che cosa ti spinge a rispondere? Anch’io sarei capace di parlare come voi, se voi foste al mio posto: comporrei con eleganza parole contro di voi e scuoterei il mio capo su di voi. Vi potrei incoraggiare con la bocca e il movimento delle mie labbra potrebbe darvi sollievo. Ma se parlo, non si placa il mio dolore; se taccio, che cosa lo allontana da me? Ora però egli mi toglie le forze, ha distrutto tutti i miei congiunti e mi opprime. Si è costituito testimone ed è insorto contro di me: il mio calunniatore mi accusa in faccia. La sua collera mi dilania e mi perseguita; digrigna i denti contro di me, il mio nemico su di me aguzza gli occhi. Spalancano la bocca contro di me, mi schiaffeggiano con insulti, insieme si alleano contro di me. Dio mi consegna come preda all’empio, e mi getta nelle mani dei malvagi. Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha scosso, mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato; ha fatto di me il suo bersaglio. I suoi arcieri mi circondano; mi trafigge le reni senza pietà, versa a terra il mio fiele, mi apre ferita su ferita, mi si avventa contro come un guerriero. Ho cucito un sacco sulla mia pelle e ho prostrato la fronte nella polvere. La mia faccia è rossa per il pianto e un’ombra mortale mi vela le palpebre, benché non ci sia violenza nelle mie mani e sia pura la mia preghiera. O terra, non coprire il mio sangue né un luogo segreto trattenga il mio grido! Ecco, fin d’ora il mio testimone è nei cieli, il mio difensore è lassù. I miei amici mi scherniscono, rivolto a Dio, versa lacrime il mio occhio».
SALMO Sal 118 (119), 161-168
Dal profondo a te grido, Signore;
ascolta la mia voce.
I potenti mi perseguitano senza motivo,
ma il mio cuore teme solo le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa,
come chi trova un grande bottino. R
Odio la menzogna e la detesto,
amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo,
per i tuoi giusti giudizi. R
Grande pace per chi ama la tua legge:
nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore,
e metto in pratica i tuoi comandi. R
Io osservo i tuoi insegnamenti
e li amo intensamente.
Osservo i tuoi precetti e i tuoi insegnamenti:
davanti a te sono tutte le mie vie. R
TOBIA 11, 5-14
Lettura del libro di Tobia
In quei giorni. Anna sedeva scrutando la strada per la quale era partito il figlio. Quando si accorse che stava arrivando, disse al padre di lui: «Ecco, sta tornando tuo figlio con l’uomo che l’accompagnava». Raffaele disse a Tobia, prima che si avvicinasse al padre: «Io so che i suoi occhi si apriranno. Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce». Anna corse avanti e si gettò al collo di suo figlio dicendogli: «Ti rivedo, o figlio. Ora posso morire!». E si mise a piangere. Tobi si alzò e, incespicando, uscì dalla porta del cortile. Tobia gli andò incontro, tenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suoi occhi e lo trasse vicino, dicendo: «Coraggio, padre!». Gli applicò il farmaco e lo lasciò agire, poi distaccò con le mani le scaglie bianche dai margini degli occhi. Tobi gli si buttò al collo e pianse, dicendo: «Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!». E aggiunse: «Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Sia il suo santo nome su di noi e siano benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito, ma ora io contemplo mio figlio Tobia».
VANGELO Mt 26, 1-5
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».
DOPO IL VANGELO
Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo che conduce a salvezza.
Egli morì per noi, lasciando un esempio.
Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati perché,
morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Concedi, o Padre, di partecipare al mistero che ci fa rivivere la passione del tuo unico Figlio e in questa celebrazione infondi largamente ai credenti la grazia del tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
Accetta, o Dio nostra salvezza, le offerte che ti presentiamo e donaci di celebrare santamente il mistero della nostra liberazione e della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di misericordia infinita, celebrando la memoria di Cristo redentore.
Sono imminenti ormai i giorni della sua passione salvifica e della sua gloriosa risurrezione; i giorni nei quali è sconfitta l’antica superbia del Maligno e si rinnova il mistero della nostra liberazione. Riconoscenti e lieti, o Padre, per l’immenso amore con cui doni al mondo il tuo Figlio, noi, con tutti gli angeli e i santi, eleviamo l’inno della nostra fede: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Non chiudere la tua porta, anche se ho fatto tardi.
Non chiudere la tua porta: sono venuto a bussare.
A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.
Accoglimi al tuo convito, donami il pane del regno.
ALLA COMUNIONE
Gli occhi del Signore non abbandonano chi lo ama
E chi spera nella sua bontà.
Egli ascolta il lamento del prigioniero;
per il mistero della sua morte dona libertà e vita.
DOPO LA COMUNIONE
Tu ci hai saziato, o Dio, alla tua mensa e con la morte del tuo unico Figlio susciti in noi il desiderio fiducioso del regno promesso; la sua risurrezione ci dia la forza di arrivare alla vita eterna, mèta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore. Amen

