Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
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Lunedì della VI settimana di Pasqua

11 Maggio 2026

ALL’INGRESSO  
Lodate il nostro Dio, voi tutti che lo amate, piccoli e grandi,
perché sono apparse la salvezza,
la potenza e la signoria del suo Cristo, alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che nei sacramenti pasquali guarisci e nutri il tuo popolo, concedigli l’abbondanza del tuo dono, perché raggiunga la vera libertà e abbia in cielo la gioia che ora pregusta sulla terra.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA At 28, 1-10
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Una volta in salvo, venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta. Gli abitanti ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia e faceva freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano. Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: «Certamente costui è un assassino perché, sebbene scampato al mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato vivere». Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male. Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio. Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell’isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell’isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti. Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.

SALMO Sal 67 (68)

Cantiamo al Signore e inneggiamo al suo nome.

Oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio. R

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
esultate davanti a lui. R

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R

VANGELO Gv 13, 31-36
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

DOPO IL VANGELO  
Il Signore benedice chi lo teme,
benedice piccoli e grandi, alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Dio forte ed eterno, dona a chi celebra con fede gioiosa le festività della Pasqua di operare nell’esistenza di ogni giorno secondo la novità portata da Cristo risorto.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

SUI DONI
Accogli, o Padre, il sacrificio della nostra redenzione e conduci a compimento l’opera della nostra salvezza nell’intimo dei cuori e nella testimonianza della vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella sua varia ricchezza e hai disposto l’avvicendarsi delle stagioni; all’uomo, plasmato con sapienza a tua immagine, hai sottomesso ogni creatura vivente, affidandogli tutte le meraviglie dell’universo. Dalla terra lo avevi tratto, ma rigenerandolo nel Battesimo gli hai infuso una vita che viene dal cielo. Da quando l’autore della morte è stato sconfitto per l’azione redentrice di Cristo, l’uomo ha conseguito il dono di un’esistenza immortale e, dispersa la nebbia dell’errore, della tua verità ha ritrovato la via.
Riconoscenti e ammiràti per questo disegno di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Padre, quelli che mi hai affidato – dice il Signore –
voglio che siano anch’essi dove sono io,
perché vedano la gloria che mi hai dato», alleluia.

ALLA COMUNIONE
O popoli, venite con timore e fiducia
a celebrare l’immortale e santissimo mistero.
Le mani siano pure
e avremo parte al dono che ci trasforma il cuore.
Cristo, Agnello di Dio, si è offerto al Padre,
vittima senza macchia.
Lui solo adoriamo, a lui diciamo gloria,
cantando con gli angeli: «Alleluia, alleluia».

DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà il tuo popolo, o Dio, e, poiché lo hai rinnovato con gli eterni misteri, guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore. Amen