ALL’INGRESSO
Dio creò l’uomo a propria immagine
a immagine di Dio lo creò.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi, o Signore,
e nel tuo libro erano fissati tutti i miei giorni. Alleluia.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
Concedi, o Padre, che i tuoi fedeli, sull’esempio di santa Gianna [Beretta Molla], vivano fedelmente la grazia che consacra l’amore sponsale e gli affetti familiari, e accolgano con animo grato i figli, nei quali rifulge l’immagine stessa di Cristo, circondandoli di vigile amore fin dai primi istanti della loro vita. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA At 10, 1-23a
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica. Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!». Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c’è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te. Ora manda degli uomini a Giaffa e fa’ venire un certo Simone, detto Pietro. Egli è ospite presso un tale Simone, conciatore di pelli, che abita vicino al mare». Quando l’angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un soldato, uomo religioso, che era ai suoi ordini; spiegò loro ogni cosa e li mandò a Giaffa. Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi: vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: «Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!». Ma Pietro rispose: «Non sia mai, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro». E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano». Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato nel cielo. Mentre Pietro si domandava perplesso, tra sé e sé, che cosa significasse ciò che aveva visto, ecco gli uomini inviati da Cornelio: dopo aver domandato della casa di Simone, si presentarono all’ingresso, chiamarono e chiesero se Simone, detto Pietro, fosse ospite lì. Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; àlzati, scendi e va’ con loro senza esitare, perché sono io che li ho mandati». Pietro scese incontro a quegli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, ha ricevuto da un angelo santo l’ordine di farti venire in casa sua per ascoltare ciò che hai da dirgli». Pietro allora li fece entrare e li ospitò.
SALMO Sal 86 (87)
Popoli tutti, lodate il Signore, alleluia.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! R
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato.
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R
VANGELO Gv 6, 60-69
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
DOPO IL VANGELO
Sei tu, o Dio, che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo. Alleluia.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Per l’intercessione di santa Gianna, concedi, o Dio misericordioso, ai coniugi, a cui elargisci il dono della fecondità, di essere fedeli al tuo originario disegno di grazia, perché possano manifestare con luminosa chiarezza nel mondo il mistero di amore che unisce Cristo, tuo Figlio, alla Chiesa sua sposa. Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
SUI DONI
O Dio, che hai ricolmato santa Gianna della forza di Cristo, così che seppe offrire la suprema testimonianza dell’amore materno, concedi al tuo popolo, che celebra il sacrificio di salvezza, di onorare e di custodire sempre con religioso amore la vita umana, segno e dono della tua bontà senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, qui e in ogni luogo, celebrando la tua potenza di Signore e Padre del genere umano. Tu, per moltiplicare i tuoi figli a immagine di Cristo, con sapiente disegno hai mirabilmente associato, come ministri, alla tua opera di Creatore coloro che chiami alla missione di genitori [; e fin dai suoi inizi guardi e accompagni con provvido e paterno amore la vita da loro trasmessa, disponendo di circondarla di tenero affetto e di cura sollecita, nel rispetto della sua dignità inviolabile e sacra]. In questa nobile vocazione rifulse nella tua Chiesa santa Gianna, che oggi onoriamo. Essa accolse con animo gioioso i doni che le furono elargiti dalla grazia divina e lieta li fece fruttificare con àlacre impegno. Si prodigò esemplarmente nella sua professione prendendosi cura dei fratelli più bisognosi con generosa dedizione. Visse mirabilmente il mistero dell’amore sponsale, sorretta dallo Spirito Santo; rimase eroicamente fedele alla tua legge, e, per l’incolumità del frutto del suo grembo, non esitò a donare, come segno di singolare affetto materno, la propria vita con fede intrepida e ardente. Uniti a questa tua serva beata e a tutte le madri sante nei cieli, con gioia ti innalziamo, o Padre, l’inno della tua gloria: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi,
e camminate nella carità nel modo
che anche Cristo vi ha amato
e ha dato se stesso per noi,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. Alleluia.
ALLA COMUNIONE
«In verità vi dico:
ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me» – dice il Signore. Alleluia.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che hai reso partecipe il tuo popolo della mensa del pane di vita, infiammalo di amore sincero, e fa’ che, per l’intercessione di santa Gianna, con fermo proposito e azione coerente sempre rispetti e protegga l’inviolabile dignità dell’uomo che Cristo stesso, con il suo Sangue, ha redento e nobilitato.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

