Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
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Martedì della V settimana di Pasqua

5 Maggio 2026

ALL’INGRESSO  
Della bontà di Dio piena è la terra, alleluia;
la sua parola creò l’universo, alleluia, alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, nostro salvatore, principio della vera libertà, ascolta la voce del tuo popolo: concedi che i redenti dal Sangue di Cristo vivano della tua stessa vita e godano la felicità senza fine nel tuo Figlio risorto.
Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA At 22, 23-30
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Poiché i Giudei continuavano a urlare, a gettare via i mantelli e a lanciare polvere in aria, il comandante fece portare Paolo nella fortezza, ordinando di interrogarlo a colpi di flagello, per sapere perché mai gli gridassero contro in quel modo. Ma quando l’ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: «Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?». Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: «Che cosa stai per fare? Quell’uomo è un romano!». Allora il comandante si recò da Paolo e gli domandò: «Dimmi, tu sei romano?». Rispose: «Sì». Replicò il comandante: «Io, questa cittadinanza l’ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!». E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il comandante ebbe paura, rendendosi conto che era romano e che lui lo aveva messo in catene. Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.

SALMO Sal 56 (57)

Sei tu la mia lode, Signore, in mezzo alle genti.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria. R

VANGELO Gv 10, 31-42
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto veder molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

DOPO IL VANGELO  
Il Signore si ricorda di noi e ci benedice, alleluia;
benedice la casa di Israele, alleluia,
benedice la casa di Aronne, alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Dio, che apri sempre le braccia a chi si affida alla tua bontà paterna, guida misericordioso i nostri passi perché, camminando sulla strada del tuo volere, ci sia dato di non smarrirci lontano dalla fonte della vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Volgi benigno lo sguardo, o Padre, ai doni che la tua Chiesa ti offre nella gioia e fa’ di essi un sacramento di salvezza per quanti li riceveranno con fede.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, e manifestare la nostra esultanza soprattutto in questo tempo che ci chiama a rievocare con rito solenne i giorni del nostro riscatto e il mistero della tua misericordia per noi. Oggi, dissipate le tenebre della schiavitù antica, diveniamo figli della luce e uomini liberi; sciolti da ogni impaccio che ci lega alla terra, camminiamo gioiosi verso il regno dei cieli. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE  
Gesù risorto, nostro Signore,
apparve in mezzo ai suoi discepoli e disse:
«Pace a voi», alleluia.
Vedendo il Signore,
i discepoli furono pieni di gioia, alleluia.

ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: «Io vi ho scelto dal mondo
e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga», alleluia.

DOPO LA COMUNIONE
Effondi largamente, o Dio, nei nostri cuori la grazia dei sacramenti pasquali, perché ci renda capaci di accogliere la ricchezza della vita risorta.
Per Cristo nostro Signore. Amen