ALL’INGRESSO
La Chiesa è la casa del Dio vivente,
colonna e sostegno della verità.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA 2Cr 10, 1-4. 15-19
Lettura del secondo libro delle Cronache
In quei giorni. Roboamo andò a Sichem, perché tutti gli Israeliti erano convenuti a Sichem per proclamarlo re. Quando lo seppe, Geroboamo, figlio di Nebat, che era in Egitto, dove era fuggito per paura del re Salomone, tornò dall’Egitto. Lo mandarono a chiamare e Geroboamo venne con tutto Israele e parlarono a Roboamo dicendo: «Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora tu alleggerisci la dura servitù di tuo padre e il giogo pesante che egli ci ha imposto, e noi ti serviremo». Il re non ascoltò il popolo, poiché era disposizione divina che il Signore attuasse la parola che aveva rivolta a Geroboamo, figlio di Nebat, per mezzo di Achia di Silo. Tutto Israele, visto che il re non li ascoltava, diede al re questa risposta: «Che parte abbiamo con Davide? Noi non abbiamo eredità con il figlio di Iesse! Ognuno alle proprie tende, Israele! Ora pensa alla tua casa, Davide». Tutto Israele se ne andò alle sue tende. Sugli Israeliti che abitavano nelle città di Giuda regnò Roboamo. Il re Roboamo mandò Adoràm, che era sovrintendente al lavoro coatto, ma gli Israeliti lo lapidarono ed egli morì. Allora il re Roboamo salì in fretta sul carro per fuggire a Gerusalemme. Israele si ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.
SALMO Sal 105 (106)
Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R
Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
si prostrarono a una statua di metallo;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba. R
Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso. R
VANGELO Lc 11, 46-54
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approva te le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
DOPO IL VANGELO
Sei tu, Signore,
la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai tuoi fedeli.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che tu trasformi in sacrificio a te gradito ci apra al premio della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Con la missione di Cristo hai portato gli uomini a conoscere la verità evangelica e hai formato la Chiesa, suo mistico corpo, nell’unità di una sola fede e di un solo Battesimo.
A tutti i popoli hai donato lo Spirito, operatore mirabile della varietà dei carismi e artefice di comunione nell’amore; lo Spirito, che dimora nei figli di adozione e con la sua presenza ineffabile riempie e guida tutta la Chiesa.
E noi, lieti e riconoscenti, unendoci agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno della triplice lode: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!».
E chi ascolta dica: «Vieni!».
Chi ha sete venga, e chi vuole attinga
gratuitamente l’acqua della vita.
ALLA COMUNIONE
«Sii fedele fino alla morte – dice il Signore –,
e ti darò la corona della vita.
Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese:
“Il vincitore non sarà colpito dalla morte eterna”».
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

