ALL’INGRESSO
Il Signore gli ha concesso il dono della parola
in mezzo alla sua Chiesa.
Lo ha ricolmato di sapienza,
lo ha rivestito di gloria.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio di misericordia, che hai ornato la tua Chiesa con la luce mirabile di sant’Alfonso Maria [de’ Liguori], vescovo e maestro acceso di zelo per le anime, fa’ che giungiamo a te seguendone i salutari insegnamenti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA Nm 14, 26-35
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Fino a quando sopporterò questa comunità malvagia che mormora contro di me? Ho udito le mormorazioni degli Israeliti contro di me. Riferisci loro: “Come è vero che io vivo, oracolo del Signore, così come avete parlato alle mie orecchie io farò a voi! I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai venti anni in su e avete mormorato contro di me, potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata di farvi abitare, a eccezione di Caleb, figlio di Iefunnè, e di Giosuè, figlio di Nun. Proprio i vostri bambini, dei quali avete detto che sarebbero diventati una preda di guerra, quelli ve li farò entrare; essi conosceranno la terra che voi avete rifiutato. Quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant’anni e porteranno il peso delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri siano tutti quanti nel deserto. Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete che cosa comporta ribellarsi a me”. Io, il Signore, ho parlato. Così agirò con tutta questa comunità malvagia, con coloro che si sono coalizzati contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno».
SALMO Sal 97 (98)
Acclamate al nostro re, il Signore.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R
Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R
EPISTOLA Eb 3, 12-19
Lettera agli Ebrei
Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio. Quando si dice: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione», chi furono quelli che, dopo aver udito la sua voce, si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto sotto la guida di Mosè? E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? E noi vediamo che non poterono entrarvi a causa della loro mancanza di fede.
VANGELO Mt 13, 54-58
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Venuto nella sua patria, il Signore Gesù insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
DOPO IL VANGELO
I saggi rifulgeranno come lo splendore del firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle per sempre.
A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
O Dio, che proponi alla tua Chiesa modelli mirabili e sempre nuovi di vita cristiana, donaci di imitare l’ardore apostolico di sant’Alfonso nel servizio dei fratelli e di ricevere con lui il premio dei servi fedeli.
Per Cristo nostro Signore. Amen
SUI DONI
Padre misericordioso, che hai dato a sant’Alfonso la grazia di celebrare questi misteri offrendo se stesso con la vittima santa, infiamma e santifica con il tuo Spirito il cuore dei credenti.
Per Cristo nostro Signore. Amen
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta celebrarti, o Dio di infinita clemenza. Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, pastore unico e supremo di tutto il tuo gregge, prima di entrare nella gloria invisibile pose i vescovi, vicari del suo amore, a reggere il popolo santo che egli ti aveva acquistato nel suo Sangue. Con l’aiuto della tua grazia, o Padre di immensa bontà, il vescovo sant’Alfonso Maria [de’ Liguori] seppe essere un pastore secondo il tuo cuore, guida ed esempio alla Chiesa a lui affidata, dispensatore accorto e infaticabile non di terrene ricchezze, ma di valori eterni.
E oggi che, coronato di luce perenne, loda nei cieli la tua infinita grandezza, alla sua voce e a quella di tutti i beati uniamo anche la nostra, cantando a te, Padre, unico Dio con il Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della gioia senza fine: Santo…
ALLO SPEZZARE DEL PANE
I popoli proclamino la sapienza dei santi
e la Chiesa ne celebri le lodi.
ALLA COMUNIONE
«Chi segue me non camminerà nelle tenebre
– dice il Signore –, ma avrà la luce della vita».
DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nel vescovo sant’Alfonso hai dato alla tua Chiesa un fedele dispensatore dei divini misteri, concedi al tuo popolo di partecipare assiduamente a questo convito di grazia e di cantare in eterno la tua lode.
Per Cristo nostro Signore. Amen
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LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA della X domenica dopo Pentecoste
VANGELO DELLA RISURREZIONE Gv 20, 19-23
Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne il Signore Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
ORAZIONE
Dio onnipotente, ascolta la nostra voce: per la carità, infusa in noi dallo Spirito, risorgano dalla morte del peccato quanti hanno riconosciuto la grazia della risurrezione di Cristo Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Seguono le letture della liturgia domenicale

