Mercoledi, Settimana della III Domenica dopo Pentecoste

S.. Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa

Nm 14,2-19; Sal 77; Lc 6,17-23

Tutta la folla cercava di toccarlo, perchè da lui usciva una forza che guariva tutti. (Lc 6)

Gesù accoglie tutti coloro che versano nel bisogno e quanti gli sono vicino sentono la sua forza e ne sono guariti: questo è il desiderio d’amore di Gesù, ma non è una sorta di azione magica, piuttosto una promessa di salvezza nel regno di Dio. Di qui il senso delle beatitudini, apparentemente paradossali, perchè non sono tolte le ragioni di sofferenza e di dolore, ma è certa la promessa che tutto ciò avrà fine e si risolverà in gioia e sazietà. Anche gli israeliti pensavano che una volta lasciato l’Egitto verso la Terra promessa, grazie all’intervento di Dio, il viaggio sarebbe stato facile e la vittoria sui nemici definitiva, ma così non fu e non sarà, perchè Dio non agisce contro i popoli, non è nemico di nessuno: a tutti chiede di fidarsi di lui, anche nei momenti di difficoltà. Ma questo non è cosa facile, lo sanno i profeti che nel corso della storia umana sono sempre stati perseguitati ed hanno avuto sorti tragiche perchè le loro parole di ravvedimento e di giudizio contro il peccato non sono state accolte e si è preferito continuare lungo la strada sbagliata.

 

Preghiamo col Salmo

Perdona, Signore, le colpe del tuo popolo.
Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Dimenticarono le sue opere,
le meraviglie che aveva loro mostrato.

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