Sap 17,1-2.5-7.20-18,1a.3-4; Sal 104; Mc 10, 46b-52

 

«Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. (Mc 10)

 

Gesù dona la vista a un povero cieco mendicante. Ed è per la sua fede che ottiene il miracolo; quella fede che gli fa riconoscere Gesù come ‘figlio di Davide’, come l’erede della promessa fatta da sempre al popolo di un messia inviato da Dio per compiere la salvezza.
I miracoli di Gesù servono a mostrare l’attenzione di Gesù verso ogni sofferenza umana, la sua volontà di portare bene e felicità a tutti; d’altra parte non sono semplici prodigi o guarigioni, perchè il loro significato va ben oltre, richiede e incoraggia alla fede in Dio e nell’opera salvifica di Gesù. Il cieco guarito infatti si pone al seguito di Gesù: metafora di ogni essere umano che, portato a riconoscere e a comprendere chi è Gesù, lo segue.
Una volta che si crede in Gesù non lo si lascia, pur sapendo che la sua strada non è piana, ma irta di ostacoli e anche di cadute.

 

Preghiamo col Salmo

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

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