#Tag: Editoriale
La cura e l’arte di essere curiosi
Anche se non si può guarire, si può sempre prendersi cura con amore, ascolto e rispetto della dignità. La vera cura nasce dalla curiosità verso l’altro, cioè dal desiderio sincero di comprenderlo: un atteggiamento che apre anche a un cammino più profondo verso Dio
La fede, un’appartenenza scandalosa. Padre Paolo ci parla ancora
Su Il Segno, Elena Bolognesi presenta il testamento spirituale di Paolo Dall’Oglio, pubblicato con prefazione di Papa Francesco. Rapito a Raqqa dieci anni fa, il gesuita continua a offrire un insegnamento fecondo sul dialogo tra cristiani e musulmani, fondato sul «sacramento del buon vicinato» vissuto nel monastero di Deir Mar Musa. La sua riflessione, in linea con il Concilio Vaticano II, interpella la Chiesa di oggi
Essere inoperosi per ritrovare il tempo
La ricerca de La Scuola Cattolica sul calo del clero invita a ripensare la Chiesa futura. Tra impegni crescenti e mancanza di tempo, emerge il bisogno di relazioni più gratuite e di spazi di senso: una sfida che interpella non solo i preti, ma l’intera società
Tre vecchi maestri per rileggere il presente
Gli anniversari del mese — dai 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni ai 100 anni di don Lorenzo Milani, fino ai 50 dalla scomparsa di Carlo Emilio Gadda — non siano celebrazioni di rito, ma occasioni per rileggere opere e testimonianze che parlano ancora al presente. Un invito a riscoprire, nella cultura e nella fede, parole capaci di interrogare anche oggi
Il mistero della rinascita
Al Palazzo Reale la mostra di Bill Viola presenta The Raft, dove un gruppo travolto dall’acqua diventa simbolo delle tragedie contemporanee. Nel rallentamento emerge però l’ambivalenza dell’acqua, già esplorata in Emergence: morte e rinascita si intrecciano, invitando a guardare oltre la superficie e a riscoprire una speranza più profonda
Ripensare la vecchiaia e il ministero
“Presbitero” significa anziano: oggi il clero ha davvero un’età media avanzata, in una società che esalta la giovinezza e marginalizza la vecchiaia. Per i sacerdoti si apre così una doppia sfida: vivere l’ultima stagione come testimonianza feconda e ripensare il ministero. Il tema tocca l’intera Chiesa, come mostrano anche i diversi modi di affrontare la vecchiaia dei recenti papi, tra cui Papa Francesco
Una “economia di salvezza” contro la stupidità umana
Nel 1900 Giovanni Fattori dipinge Incontro fatale, scena caotica di soldati e bovini che diventa metafora della guerra: scontro cieco e autodistruttivo. Un’immagine che richiama i conflitti di oggi e ricorda che il vero bene è solo quello condiviso, mentre l’egoismo è sempre una perdita per tutti
Spogliazione di un Papa
Nel 2009 il giovane scultore Jago realizza un busto di Benedetto XVI. Dopo le dimissioni del pontefice nel 2013, lo “sveste” nel marmo, mostrando la fragilità dell’uomo. Un gesto non dissacrante ma simbolico, che interpreta l’umiltà evangelica di Joseph Ratzinger come vera grandezza
Risvegliare la nostra umanità. Scomodo, ma possibile
Nel discorso del 2022 per sant’Ambrogio, l’Arcivescovo Mario Delpini ha esaltato un’inquietudine capace di rompere l’indifferenza e di farci chiedere: “e gli altri?”. A vent’anni dalla morte, Giorgio Gaber incarna lo stesso spirito critico e realistico. Nel monologo Il Grigio, il “disturbo” che turba la quiete diventa simbolo di una coscienza che non si addormenta e apre alla fraternità e all’amore per l’altro
Il fascino invincibile del nascere
Da un passaggio di Caos calmo di Sandro Veronesi nasce una riflessione sulla speranza: non solo attesa del futuro, ma forza che abita l’inizio della vita. Come ricorda anche David Grossman, non sono le aspettative a sostenerci, ma l’energia creativa del presente, simbolo di rinascita e possibile fondamento di pace
Se la Chiesa parlasse come i bambini di Schulz
Il 26 novembre Charles M. Schulz, creatore dei Peanuts, avrebbe compiuto centodue anni. Le sue strisce, con Charlie Brown, Snoopy e Linus, raccontano con leggerezza le profondità del cuore umano e il desiderio di salvezza, diventando parabole quotidiane accessibili a tutti. Schulz insegna anche alla Chiesa a uscire dai codici autoreferenziali, parlando la lingua della vita comune per trasmettere oggi il messaggio evangelico
Quella Chiesa “aperta da tutti i lati”
Negli ultimi vent’anni la sensibilità dei giovani sull’amore omosessuale è cambiata profondamente, generando tensioni tra libertà individuali e modelli tradizionali. Il tema resta spesso un tabù nelle comunità cristiane, ma il profilo pastorale offre una prospettiva più serena, centrata sull’accompagnamento personale e sull’accoglienza senza discriminazioni
Tempo di far volare i nostri aquiloni
Per iniziare l’anno pastorale con slancio, il testo invita a “far volare gli aquiloni” di Romain Gary: simboli di immaginazione, speranza e coraggio, ma sempre ancorati alla realtà. In un periodo di stanchezza e sfiducia, occorre guardare avanti, coltivare il futuro e impegnarsi concretamente nella vita quotidiana, ricostruendo relazioni, affetti e spazi di comunità
Il “servizio” di pregare. Anche per gli atei
L’esperienza di Carlo Rovelli in una moschea africana ispira a vedere la preghiera e la gentilezza come spazi di pace interiore. Le comunità cristiane possono così diventare “case della preghiera”, capaci di offrire accoglienza e respiro a tutti, anche ai più lontani dalla fede
Il “sacramento dell’ascolto” per i preti del futuro
L’incontro con i futuri preti della diocesi mostra un volto più umano e autentico del ministero, lontano da ogni immagine sacrale e separata. La santità si gioca nella vita concreta e nella condivisione. Come ricorda François Roustang in Il terzo uomo, il cristianesimo è comunicazione e comprensione tra le persone: non a caso i giovani diaconi indicano nell’ascolto il cuore della loro missione
L’azzardo di cercare la pace e dell’idea folle di arare il mare
La pace non è una condizione scontata, ma un miracolo fragile da costruire ogni giorno con impegno e coraggio. Come suggeriscono l’immagine di Pablo Picasso e l’insegnamento di Desmond Tutu, nasce dal dialogo, dall’ascolto e dalla fiducia nella verità, anche verso i nemici. Costruirla, in ogni ambito della vita, significa credere che persino l’impossibile possa diventare realtà
Pregustare il futuro e andargli incontro
Prendendo spunto da Italo Calvino e dal suo romanzo Le città invisibili, don Fabio invita Il Segno a non limitarsi a custodire il passato, ma a “continuare” guardando al futuro e ai segni di un cristianesimo che cambia. Di fronte a guerre, pandemia e crisi sociali, il giornale si propone come spazio di confronto e speranza, capace di riconoscere, anche nel “mezzo dell’inferno”, ciò che non è inferno. Un impegno per ribadire, nella vita delle comunità, che “Dio abita ancora qui”


