Link: https://www.chiesadimilano.it/parliamone-con-un-film/la-villa-portoghese-film-2862744.html
Rubrica

Parliamone con un film

Share

Identità

La villa portoghese, un film elegante che ridefinisce la geografia dell’anima

La regista Avelina Prat evita tutto ciò che è scontato: non si tuffa nel romanticismo rosa, non scivola né nel thriller o nella commedia. Il suo tono sono i silenzi, arricchiti da una curiosa scena con le carte

di Gabriele LINGIARDI

6 Febbraio 2026
Una scena del film La villa portoghese

In una settimana cinematografica segnata dalla delusione di Lavoreremo da grandi, di e con Antonio Albanese, e la meraviglia hollywoodiana di Hamnet (per la regia della versatile Chloe Zaho) vale la pena segnalare un film passato sotto traccia nei giorni scorsi. Si intitola La villa portoghese ed è uno di quei titoli perfetti per un pomeriggio con tè e biscotti (cercate, ci sono alcune Sale della Comunità che lo fanno!). 

La trama

Il primo personaggio che vediamo, Milena, non lo incontreremo più. Esce di casa e lascia il marito Fernando, professore di geografia e protagonista del film, senza addurre alcuna motivazione. Salto in avanti di qualche tempo. L’uomo si trova, per un tragico caso, a potersi reinventare la vita. Prende una nuova identità e si finge giardiniere di un’enorme villa posseduta da una donna di nome Amalia. Tra i due si instaura una relazione complessa, il rapporto lavorativo si trasforma in un’amicizia che fatica a tramutarsi in qualcosa di più, nonostante un velo di attrazione, proprio per i tanti non detti. Il passato di colui che fu Fernando, non scatena conflitti, ma rallenta l’evolversi dei rapporti umani. 

Una scena del film

Una cosa insolita per un film apparentemente convenzionale, ma imprevedibile nei significati profondi che esplora. La prima parte è caratterizzata da efficaci dialoghi sul tema delle mappe. Per conoscere veramente il mondo devi disegnarne a mano i confini, dice il professore. La villa portoghese cerca di sondare proprio i limiti dell’identità. Questa non sembra interessare molto ai personaggi. Non conta tanto chi sei, ma come sei. Una persona può cambiare nome proprio come cambia casa e al contempo può rimanere fedele a se stesso, aggrappandosi al proprio carattere buono, ai valori o allo sguardo sul mondo. 

Così la regia di Avelina Prat evita tutto ciò che sembra scontato: non si tuffa nel romanticismo rosa, non scivola né nel thriller né nella commedia. Resta su un tono particolare, fatto di silenzi e arricchito da una curiosa scena di svelamento tramite il gioco delle carte. Un film posato, elegante, che ridefinisce la geografia dell’anima.

Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

La scheda del film

Regia di Avelina Prat. Con Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic, Rita Cabaço, Xavi Mira. 

Titolo originale: Una Quinta Portuguesa. Genere Drammatico, Portogallo, Spagna, 2025, durata 114 minuti. Distribuito da Academy Two.

Leggi anche

Memoria
L’agente segreto

Il Brasile della dittatura raccontato da L’agente segreto

Il film di Kleber Mendonça Filho non è semplice e potrebbe non incontrare il gusto di tutti. Eppure, se si ha lo stomaco, vale la pena guardarlo per comprendere gli orrori della violenza di stato

di Gabriele LINGIARDI

Sentimenti
Sentimental Value

La tragedia, la commedia e gli esaurimenti nervosi di Sentimental Value

Gustav, un regista allontanatosi dalla vita delle figlie, si ripresenta al funerale della moglie, per recuperare il tempo perduto. Propone una sceneggiatura a Nora, attrice piena di ansie, e alla sorella

di Gabriele LINGIARDI

Iran
Divine Comedy

La repressione iraniana raccontata da Divine Comedy

Il film di Ali Asgari segue un regista e la sua produttrice in giro per Teheran, alla ricerca di una sala disposta a proiettare un’opera proibita dal regime

di Gabriele LINGIARDI

Famiglia
Ultimo Schiaffo

Ultimo schiaffo, la commedia nera di Matteo Oleotto

I fratelli Petra e Jure vivono alla giornata grazie ad incontri clandestini di Power Slap (ci si prende a schiaffi in volto, e vince chi resta in piedi). La scomparsa del cane Marlowe gli offre la speranza evadere dal loro paesino del Friuli

di Gabriele LINGIARDI

Affettività
Father Mother Sister Brother

Father Mother Sister Brother, tre storie sui rapporti famigliari

Il nuovo film di Jim Jarmusch non ha la forma che ci si aspetterebbe da un’opera così premiata: tre episodi legati da rimandi visivi che raccontato la complessità e la bellezza degli affetti famigliari

di Gabriele LINGIARDI

Famiglia
Gioia mia

Gioia mia, una storia sul valore della disconnessione

Il piccolo Nico è costretto a passare un’estate dall’anziana zia Gela in Sicilia. Niente telefoni, videogiochi o wi-fi. Un altro mondo, fermo, pieno di superstizioni e costruito su una comunità stretta

di Gabriele LINGIARDI

Attesa
Eternity

Eternity, una commedia romantica sull’aldilà

Solare, divertente, aggrappato con i denti alle sue idee. Forse un po’ troppo lungo (come l’eternità del titolo, un tempo che darà problemi ai protagonisti), ma con una commozione mai forzata

di Gabriele LINGIARDI

Milano
Aldo Giovanni e Giacomo attitudini nessuna

Attitudini – nessuna, il documentario su Aldo, Giovanni e Giacomo

Più che per le risate (quasi tutte dai film e dagli sketch montati in accompagnamento) ciò che resta allo spettatore è la nostalgia per l’aria creativa che permeava Milano, che oggi non esiste più

di Gabriele LINGIARDI

Accoglienza
Giovani Madri

Giovani Madri, un film che sa scaldare il cuore

I fratelli Dardenne ci regalano una storia che parla sì di un’amara realtà, ma anche di tanta poesia, di sguardi puri, conditi da note sincere di fiducia e di bene che prevalgono, nonostante tutto

di Gianluca BERNARDINI

Arte
I colori del tempo

I colori del tempo, un viaggio tra Belle Époque e presente

Il regista Cédric Klapisch salta tra la Parigi dell'800 e la Francia odierna, dove un gruppo di sconosciuti scopre l'ascendenza con Adèle, vissuta in una casa piena di quadri e cimeli

di Gabriele LINGIARDI

Irlanda
Anemone Daniel Day-Lewis

Anemone, un film carico di simbolismi, ma senza niente da dire

Il ritorno alle scene di Daniel Day-Lewis coincide con una sceneggiatura scritta a quattro mani tra padre e figlio per parlare… proprio del rapporto tra padre e figlio

di Gabriele LINGIARDI