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Iran

La repressione iraniana raccontata da Divine Comedy

Il film di Ali Asgari segue un regista e la sua produttrice in giro per Teheran, alla ricerca di una sala disposta a proiettare un’opera proibita dal regime

di Gabriele LINGIARDI

16 Gennaio 2026
Una scena del film Divine Comedy

Il cinema dei registi ribelli iraniani nasce spesso dalla necessità. Quello europeo invece dalla passione per il mezzo e da una dieta fatta di pane e visioni. Ali Asgari incarna entrambe anime, politica e cinefila. Il regista iraniano si è formato a Roma, conosce bene l’Italia ed è per questo che non stupisce vedere nel suo nuovo film, Divine Comedy, un protagonista che sembra un mix tra il nervosismo di Woody Allen e la rabbia politica di Nanni Moretti.

Come accade raramente per una cinematografia che ha proposto film di grandissima qualità, ma spesso con una vena estremamente drammatica, Divine Comedy cambia registro e riesce a parlare di temi urgenti strappando un sorriso. È una commedia dai toni amari, ma anche a tratti irresistibile e divertente.

La trama

Seguiamo il regista Bahram e la sua produttrice Sadaf in un viaggio a bordo di un motorino per trovare una sala che sia disposta a proiettare il loro film “abusivo”, realizzato contro i dettami del regime. Il nemico, anche questa volta, è la censura. Barham non ci sta, vuole essere un artista libero. Si ritrova suo malgrado ad essere un ribelle cocciuto e per nulla preparato a vestire questo ruolo. Un sovversivo spinto dall’orgoglio per la propria arte.

Una scena del film Divine Comedy

Il film è pieno di riferimenti “meta” che faranno piacere agli estimatori dello stile della Nouvelle Vague. Coglierli tutti è un gioco divertente. Asgari è minimale nei movimenti di macchina, e spesso lascia che siano i personaggi e quello che accade all’interno dell’inquadratura a parlare più che i virtuosismi nella messa in scena.

Pochi mezzi, molte idee

Già in Kafka a Teheran, Asgari disegnava i labirinti della burocrazia e li faceva diventare delle catene enormi da cui non si può sfuggire. Qui la produzione di un film ha l’aspetto di una discesa tragicomica nei gironi infernali. Si incontra di tutto in questo film palesemente girato con pochi mezzi, ma con molte idee (quanti dovrebbero provare questo “esercizio”).

Una scena del film Divine Comedy

E mentre la storia e i telegiornali odierni si riempiono di Iran, di proteste, e di gente che mette a repentaglio la propria vita per delle cause che potrebbero sembrare lontane, è giusto che il cinema, anche con tempismo, faccia la sua parte per raccontare quelle voci e avvicinarcele. Oggi più che mai Divine Comedy è un film da vedere.

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La scheda del film

Regia di Ali Asgari. Con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Bahman Ark, Faezeh Rad, Mohammad Soori.

Genere Commedia, Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia, 2025, durata 98 minuti.

Uscita cinema giovedì 15 gennaio 2026 distribuito da Teodora Film.

 

Temi: burocrazia, ribellione, Iran, cinema e censura, viaggio, politica

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