Partendo dai suggerimenti dell’Arcivescovo nella Proposta pastorale, ecco le indicazioni pratiche per vivere questa giornata: le illustra monsignor Fausto Gilardi, responsabile della Pastorale liturgica che ha predisposto un testo per la celebrazione in chiesa e in famiglia (in allegato)

di Annamaria BRACCINI

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I Servizi diocesani per la Pastorale liturgica e per la Catechesi hanno messo a punto alcune indicazioni per vivere al meglio la Domenica dell’Ulivo come data particolarmente significativa. A parlarne è monsignor Fausto Gilardi, responsabile della Pastorale liturgica e penitenziere maggiore del Duomo.

Come misurarsi con l’idea dell’ulivo?
L’Arcivescovo propone di caratterizzare domenica 4 ottobre come Domenica dell’Ulivo, in quanto non è stato possibile celebrare la Domenica delle Palme che, come un portale d’ingresso nella Settimana Autentica, ricorda l’ingresso di Gesù in Gerusalemme. Con questa Domenica dell’Ulivo, invece, l’Arcivescovo suggerisce di ripensare alla colomba di Noè che, dopo il diluvio, torna con un ramoscello d’ulivo nel becco, annunciandone la fine. Il riferimento è ovviamente anche al Covid, per cui l’Arcivescovo osserva: «Nel tempo che abbiamo vissuto, l’epidemia ha devastato la terra e sconvolto la vita della gente. Abbiamo atteso i segni della fine del dramma. La benedizione dell’ulivo, o di un segno analogo, dev’essere l’occasione per un annuncio di pace, di ripresa fiduciosa, per un augurio che può raggiungere tutte le case». Questo è il senso della celebrazione di domenica prossima.

Qualche consiglio pratico?
Il Servizio liturgico ha preparato un testo che servirà per la benedizione dell’ulivo al termine della Messa del 4 ottobre (in allegato, ndr). Essendo un poco difficile in questa stagione recuperare l’ulivo da distribuire, si suggerisce di benedire una pianticella d’ulivo – facilmente reperibile dai vivaisti o anche online –, e a tempo opportuno di collocare questa stessa pianticella benedetta in un angolo della parrocchia o dell’oratorio. Questo per ricordare il desiderio di pace che c’è nell’uomo di oggi.

Si è pensato anche a una preghiera specifica: il titolo è Laudato si’, la preghiera di papa Francesco…
È la preghiera che il Papa ha voluto porre al termine dell’Enciclica (in allegato, ndr) e in cui dice: «Ti lodiamo Padre, ti lodiamo Figlio Gesù, ti lodiamo Spirito Santo per il dono del Creato». Nel giorno in cui si fa memoria di san Francesco, infatti, l’ulivo può richiamare anche il grande dono del Creato. Inoltre siamo nell’anno in cui proprio il Papa, a cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica, invita tutte le comunità cristiane a riflettere in profondità sulla Laudato si’.

È anche disponibile un testo per la ripresa in famiglia della Celebrazione…
Nella seconda parte del sussidio che è stato predisposto è prevista una ripresa della celebrazione in famiglia. Sarebbe stato bello poter accogliere il ramoscello d’ulivo e pregare attorno a questo segno, ma non in tutte le parrocchie verrà distribuito proprio perché, come detto, non è tempo per potare questi alberi. La preghiera si rifà, comunque, al momento del diluvio in cui Noè manda la colomba che ritorna nell’arca portando tale ramoscello d’ulivo. Tale significato è fondamentale.

Sappiamo che le nostre comunità sono abbastanza fantasiose. Magari alcune singole realtà possono pensare a qualche gesto simbolico o hanno già ideato delle iniziative. Avete notizia che alcune parrocchie si siano organizzate in questo modo?
Sì. Qualche parrocchia, per esempio, ha fatto realizzare dai ragazzi dei disegni che richiamano il tema dell’ulivo e il tema della pace. C’è senz’altro da mettere in gioco tutta la fantasia pastorale, tenendo, però, fermo il senso di questa domenica, così com’è stata pensata e proposta dall’Arcivescovo.

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