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Martedì 31 marzo 2026, dalle ore 18.30 alle 19.45, presso la Fondazione Ambrosianeum (via delle Ore 3, Milano), si terrà il terzo appuntamento del percorso socio-politico promosso dal Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro per l’anno 2025–2026

di Don Nazario COSTANTE
Responsabile Servizio per la pastorale Sociale e il lavoro

Il cammino, intitolato “Custodire l’umano: terra, casa e lavoro”, nasce dalla convinzione che la fede cristiana non possa essere confinata nella dimensione privata, ma interpelli la responsabilità personale e collettiva nella costruzione del bene comune. Non è una semplice sequenza di incontri, ma uno spazio di riflessione e confronto in cui pensiero e azione, studio ed esperienza, si intrecciano per comprendere le trasformazioni del nostro tempo e orientare scelte concrete.

L’appuntamento del 31 marzo pone al centro la Terra, non solo come ambiente naturale, ma come dimensione costitutiva della vita umana e sociale. Parlare di terra significa parlare di alimentazione, lavoro, salute, equilibrio tra città e campagne, tutela delle risorse, qualità delle relazioni economiche. Significa interrogarsi sul modello di sviluppo che stiamo perseguendo e sulle sue ricadute sulle persone e sui territori (scarica la locandina).

Nel solco della dottrina sociale della Chiesa, la questione ambientale è inseparabile da quella sociale, la Laudato Si’ ricorda che:

“Fra i poveri più abbandonati e maltrattati c’è la terra, oppressa e devastata […] Noi stessi siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà respiro e la sua acqua ci vivifica e ci ristora” (n. 2).

Non si tratta di un’immagine evocativa, ma di una consapevolezza profonda: l’essere umano non è esterno alla natura, né può considerarsene padrone assoluto. La crisi climatica, il consumo di suolo, la perdita di biodiversità e l’impoverimento delle comunità rurali mostrano che la crisi ambientale è anche crisi sociale e culturale.

Già Sollicitudo rei socialis sottolineava che uno sviluppo autenticamente umano possiede un carattere morale e deve tenere conto “della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato” (n. 34). Non ogni crescita economica è progresso, se non rispetta la persona e l’equilibrio del creato.

La terra, dunque, non è solo fattore produttivo, ma condizione della vita comune. Dove il territorio viene sfruttato senza misura, si generano disuguaglianze e fragilità; dove è custodito con responsabilità, si rafforzano lavoro dignitoso, coesione sociale e prospettive di futuro. L’ecologia integrale diventa così un criterio di discernimento che chiede scelte lungimiranti, alleanze tra istituzioni e società civile, e stili di vita coerenti.

L’incontro sarà introdotto da un momento di preghiera e meditazione spirituale guidato da don Daniele Battaglion, Animatore Laudato Si’.

Interverranno Ilaria Beretta, sociologa e docente, Gianfranco Comincioli, Presidente di Coldiretti e Barbara Megetto, Presidente di Legambiente.

La presenza di realtà differenti — accademiche, agricole e ambientaliste — intende favorire un dialogo concreto tra chi studia i fenomeni sociali, chi lavora quotidianamente la terra e chi è impegnato nella tutela dell’ambiente, nella consapevolezza che la cura del territorio richiede corresponsabilità e visione condivisa Custodire la terra significa assumersi una responsabilità verso il presente e verso le generazioni future, trasformando la consapevolezza in scelte personali e collettive capaci di generare giustizia e futuro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, con iscrizione obbligatoria. Per iscrizione cliccare QUI

Per informazioni: sociale@diocesi.milano.it

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