Proseguono gli incontri decanali dell’Arcivescovo con i laici. Presenta l’appuntamento il canonico Luigi Verga, responsabile della Comunità pastorale «Maria Madre della Chiesa»

di Cristina CONTI

Santi Nazaro e Celso_Bareggio

Sabato 16 maggio, alle 21, il cardinale Angelo Scola sarà a Bareggio per incontrare i laici della Comunità pastorale «Maria Madre della Chiesa». L’iniziativa si svolgerà presso il cine-teatro San Luigi (via IV Novembre 42). Di che cosa si parlerà? L’abbiamo chiesto al responsabile della Comunità pastorale, can. Luigi Verga.

Come è nata l’idea di questo incontro?
Il nostro obiettivo è quello di aiutare le due parrocchie, quella della Madonna Pellegrina, più giovane e nata negli anni Cinquanta, e quella di San Nazaro e Celso, la “chiesa madre” che risale alla fine del Quattrocento, a camminare insieme come Comunità pastorale. È un momento importante per noi perché da tanti anni un Arcivescovo non viene qui. E poi sicuramente è sempre utile e significativo avere con il Cardinale un momento di dialogo e confronto per la formazione e il cammino delle parrocchie.

A chi è rivolta la serata?
È un incontro aperto a tutti i fedeli delle due parrocchie. In totale la Comunità pastorale conta circa 18 mila abitanti. Saranno presenti anche le autorità comunali e i ragazzi che il giorno seguente riceveranno la Cresima. La nostra comunità ha una popolazione mediamente anziana, ma in entrambe le parrocchie c’è un buon numero di ragazzi. Se a San Nazaro e Celso si raggiungono circa 400 presenze nell’oratorio estivo compresi gli animatori, in quella della Madonna Pellegrina se ne contano circa 280. Per le Cresime abbiamo circa 100 ragazzi a San Nazaro e Celso e intorno ai 60 alla Madonna Pellegrina.

Quali saranno invece i contenuti?
Parleremo di come far crescere la comunità cristiana. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a progressivi cambiamenti sociali. La secolarizzazione ha coinvolto la società. Ci troviamo quindi con ragazzi che spesso non frequentano più dopo la Cresima. Inoltre per realizzare la Comunità educante, più volte auspicata dal Cardinale, c’è l’esigenza che i diversi gruppi presenti nella Comunità pastorale collaborino tra loro. Abbiamo movimenti, gruppi missionari, servizi di animazione, ma è importante che si integrino in un cammino in cui si tenga presente la realtà globale. Sono queste in sintesi le domande che faremo all’Arcivescovo e a cui risponderà sotto forma di dialogo con l’assemblea.

Quali le sfide più grandi che stanno vivendo oggi le due parrocchie?
Il nostro era un piccolo paese, mentre oggi ha raggiunto grandi numeri e ha visto un forte sviluppo demografico: deve esserci integrazione tra gli italiani e anche a favore degli stranieri che rimangono, comunque, in misura minore. È poi importante venire incontro alle tante povertà prodotte dalla crisi economica. Qui questo problema si è sentito molto e abbiamo cercato di affrontarlo attraverso i differenti strumenti che avevamo a disposizione, dal Fondo Famiglia Lavoro alla Caritas, fino ai gruppi presenti sul territorio, come la San Vincenzo e il Banco Alimentare, cercando di sostenere le famiglie con pacchi di viveri e il pagamento delle bollette.

 

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