Presso Cascina Triulza a Expo un evento per sensibilizzare le nuove generazioni ad acquisti responsabili di prodotti rispettosi dell’ambiente attraverso la verifica della loro filiera

di Gemma DELL’ACQUA

Expo_prepararsi al futuro

Per la sostenibilità del cibo non basta la produzione, serve anche una buona distribuzione. Per promuoverla nelle aziende agroalimentari italiane, Next, Fairtrade Italia e Oxfam – con la partnership di PLEF, GOEL e ADICONSUM – hanno presentato a Cascina Triulza, il padiglione della società civile a Expo Milano, l’iniziativa “Il valore della filiera del cibo”, lanciando l’edizione 2015/2016 del premio “Prepararsi al Futuro”, che si svolgerà in diverse scuole superiori e università lombarde dal febbraio 2016.

Il progetto coinvolgerà gli studenti nello sviluppo di idee da proporre per il cambiamento del sistema produttivo del proprio territorio, valorizzando le realtà particolarmente attente alla sostenibilità ambientale. Coinvolti non solo gli esperti di settore, ma anche gli studenti che hanno vinto i premi di “Prepararsi al Futuro” delle passate edizioni con proposte di sviluppo sostenibile proprio nel settore agroalimentare.

Il convegno si è concluso con un cash mob Etico – una sorta di manifestazione pacifica – presso il Supermercato del Futuro di Coop per Expo, durante il quale è stato possibile fare la spesa verificando, grazie a uno schermo iper-tecnologico, la filiera di ogni prodotto acquistato e al termine “votare con il portafoglio”, cioè inserendo in un’urna il proprio scontrino attestante un acquisto etico, quale segno di fiducia verso le aziende sostenibili e trasparenti che l’avevano prodotto e distribuito.

«Per cambiare il trend economico e sociale è necessario formare i cittadini del futuro ad acquisti responsabili – puntualizza Emanuele Plata di Plef -. Crescere con una particolare attenzione verso la sostenibilità del pianeta, concepita come necessità e non come vezzo, è il punto di inizio. Da qui poi si svilupperanno nuovi modelli di economia circolare, dove contano la territorialità e le azioni concrete di aziende e persone che vedono nel territorio in cui vivono e crescono il loro comune denominatore di alleanza e forza».

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