Più che per le risate (quasi tutte dai film e dagli sketch montati in accompagnamento) ciò che resta allo spettatore è la nostalgia per l’aria creativa che permeava Milano, che oggi non esiste più
I fratelli Dardenne ci regalano una storia che parla sì di un’amara realtà, ma anche di tanta poesia, di sguardi puri, conditi da note sincere di fiducia e di bene che prevalgono, nonostante tutto
Il regista Cédric Klapisch salta tra la Parigi dell'800 e la Francia odierna, dove un gruppo di sconosciuti scopre l'ascendenza con Adèle, vissuta in una casa piena di quadri e cimeli
Un banale incidente costringe un uomo, in viaggio con la moglie incinta e la figlia, afermarsi in un'officina dove è riconosciuto da un dipendente. È un aguzzino del suo passato, l’agente dei servizi segreti che l’aveva torturato in carcere
Il ritorno alle scene di Daniel Day-Lewis coincide con una sceneggiatura scritta a quattro mani tra padre e figlio per parlare… proprio del rapporto tra padre e figlio
Nel nuovo film di Paolo Virzì, il tempo diventa una prova di pazienza e redenzione: un avvocato in fuga, una vigna da salvare e una giovinezza che insegna a credere di nuovo nella vita
Nonostante il brutto titolo italiano, non è una commedia sempliciotta. L’inizio ricorda quei film scolastici che avevano grande successo tra gli anni ’80 e ’90: l’ingresso al college, il primo incontro con gli studenti, la fatica a trovare il metodo educativo giusto. Tutto da tradizione
L’avvicinarsi della morte e ciò che consegue sui rapporti delle persone è sì un tema interessante, ma la messa in scena non riesce mai ad andare oltre la superficie. Il film vorrebbe procedere con una leggerezza poetica, ma i dialoghi risultano spesso fuori fuoco e artificiali
Il vero motore della storia è Elliott, che non ha paura di aprirsi all’altro, di legarsi, di abbracciare, di provare e far provare affetto, permettendo alla regia di esplorare stati dell’esistenza sfumati e deliziosamente complessi
Le comparse non sono attori, ma ospiti della struttura che hanno partecipato a un laboratorio di cinema. Tenerezza, rispetto, normalità, sono le linee guida di questo rispettosissimo racconto della vecchiaia
Il regista Mike Flanagan, specialista dell’horror, abbandona le atmosfere lugubri e realizza un lavoro dal respiro spirituale. Una fiaba, narrata in maniera non lineare, attraverso tre momenti
Il film non racconta la paternità, ma l’eterna giovinezza a cui ci chiama la nostra società. Il percorso non sempre è a fuoco, ma è sicuramente un delizioso schiaffo con il sorriso