Un rifugio per i più fragili, un luogo di accoglienza e fraternità, una testimonianza concreta di Vangelo vissuto: è la Casa della Carità di Lecco, situata presso il Centro Paolo VI, vicino alla Basilica di San Nicolò.
Le testimonianze di chi vive ogni giorno nella struttura sono al centro di un nuovo filmato della serie Firmato da te, che racconta, attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica e segue le ricadute di un piccolo gesto nel vissuto di persone e luoghi. Un racconto in prima persona, senza filtri, con un montaggio serrato e cinematografico, che coinvolge lo spettatore nelle pieghe delle tante esperienze sostenute dalla carità cristiana.
Inaugurata nel 2023, la struttura nasce dopo un importante intervento di ristrutturazione durato tre anni, grazie anche al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, e trova le sue radici nella volontà della comunità cristiana di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone più vulnerabili del territorio. Non è semplicemente un edificio, ma un luogo di relazioni, che offre servizi articolati e complementari tra loro, con l’obiettivo di contrastare le molteplici forme di povertà e disagio sociale presenti nell’area di Lecco.
«Accogliere gli ultimi è la nostra missione – spiega Luciano Gualzetti, responsabile della Casa della Carità di Lecco e direttore diocesano Caritas dal 2016 al 2025 – L’obiettivo principale della nostra attività consiste nel ridare dignità, fiducia e aiuto a chi, per i più svariati motivi, si trova in una condizione di assoluta precarietà relazionale, sociale, economica, sanitaria. Uno dei progetti della Casa, gestita e promossa dalla Caritas Ambrosiana, è il rifugio notturno, aperto dalle 18 alle 9, che ospita soprattutto persone senza dimora o disoccupate che, pur avendo un lavoro, non hanno una casa».
Il modello della Casa della Carità
Il modello a cui si ispira la Casa è quello già sperimentato in altre città lombarde, e nasce da un progetto portato avanti da Caritas Ambrosiana, con il coinvolgimento operativo, a Lecco, di professionisti delle cooperative sociali Il Grigio e L’Arcobaleno. Gli ospiti sono accolti in un rifugio notturno con 30 posti letto per singoli e nuclei familiari in emergenza (escludendo la presenza di minori), 20 posti riservati a gruppi giovanili per esperienze caritative e un appartamento destinato a giovani che scelgono di sperimentare forme di vita comune orientate alla carità.
Al centro del progetto c’è l’idea che l’accoglienza sia solo il primo passo. «Questa struttura tenta di accompagnare le persone verso l’autonomia. – aggiunge il responsabile – Certamente ci sono posti letto ma ci sono anche una mensa, uno studio medico, un centro d’ascolto. Offriamo un accompagnamento integrale, che guarda alla casa e al lavoro come orizzonti concreti di riscatto. Grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica abbiamo potuto finanziare la struttura sia nella sua realizzazione che nella gestione di tutti i giorni».

Con una squadra di 250 volontari e una dozzina di dipendenti, la Casa è un punto di riferimento per tante persone in difficoltà che qui trovano un letto ed un pasto caldo. I servizi offerti coprono un ampio spettro di bisogni: la mensa che serve quasi 19mila pasti l’anno, docce, lavanderia, guardaroba, deposito bagagli, uno studio medico e l’Emporio della Solidarietà, una sorta di “minimarket solidale” rivolto alle famiglie in difficoltà.
A ciò si aggiungono il Centro di Ascolto che incontra circa 900 bisognosi all’anno, due saloni polivalenti, sale riunioni e spazi per attività comunitarie. Nella struttura ha anche sede la Caritas che coordina le attività e facilita l’incontro tra bisogni e risorse presenti nella comunità.
La struttura è concepita come una rete fortemente solidale e, in virtù dello stile e del clima familiare che anima i volontari, può aiutare i soggetti più deboli a non essere i destinatari passivi di un aiuto, ma a diventare protagonisti del loro reinserimento sociale, fino a poter diventare a loro volta collaboratori della struttura. È il caso di Jean Jacque Mankabo, oggi operatore della struttura ma un tempo ospite del rifugio, che racconta: «Io ho dormito in strada e sono stato ospite della Casa. Quando mi è stata offerta l’opportunità di lavorare qui, non ho avuto dubbi: avevo ricevuto tanto e volevo restituire. Qua non conto le ore: al centro ci sono sempre le persone».
A parlare sono anche gli sguardi e le parole di chi ha ritrovato speranza: «Ho perso il lavoro e quindi non ho più potuto pagare l’affitto – confida un ospite della Casa dopo alcuni mesi passati in strada – ho chiesto aiuto alla Caritas e mi hanno accolto. A 58 anni è difficile ripartire, ma qui ho trovato accoglienza».
Il valore dell’8xmille
Il programma, realizzato in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, mette in luce il valore della gratuità, comprende gli sforzi di una Chiesa in uscita, che si prende cura dei più deboli. I video della serie tv evidenziano i mille intrecci che la Chiesa cattolica è in grado di creare, donando possibilità e speranza, intervenendo con discrezione e rispetto, operando con creatività e positività.
Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, migliaia di progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e i tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie.
Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica equivale, quindi, ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo attraverso iniziative, come “la Casa della Carità” di Lecco, che migliorano la vita di tante persone.











