L’istituzione da molti decenni, attraverso la solidarietà di presbiteri e fedeli, assicura l’assistenza e le cure necessarie ai preti anziani e infermi

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Cari Confratelli,
negli anni passati in occasione del Giovedì santo ho potuto farvi avere via posta ordinaria il sussidio “Informazioni e servizi per i sacerdoti”, con gli aggiornamenti che, di anno in anno siamo in grado di apportare. Quest’anno la situazione di emergenza nella quale ci troviamo a operare richiede di utilizzare con l’aiuto dei Decani la posta elettronica, per quanti tra voi sono raggiungibili attraverso questo canale. Chi non possiede un indirizzo di posta elettronica riceverà appena possibile le stesse informazioni via posta ordinaria.

Al di là delle considerazioni eminentemente pratiche, mi preme raggiungervi in occasione del
Giovedì santo anche a nome di tutti i coloro che operano a vario titolo a favore dei presbiteri
anziani: l’Equipe composta prevalentemente dai Collaboratori della Fondazione Opera Aiuto
Fraterno in ogni Zona pastorale, che sono parte della Formazione Permanente del Clero; lo stesso Vicario di settore Mons. Ivano Valagussa, i tre diaconi permanenti che con le differenti competenze pastorali, mediche e amministrative quotidianamente si occupano dei confratelli anziani e malati. Credo opportune, quindi, alcune riflessioni in coda allo scritto autorevole che il nostro Arcivescovo anche quest’anno ha indirizzato a noi presbiteri. La presa in carico dei confratelli più anziani e spesso malati richiede sempre più risorse che esulano dalle nostre remunerazioni consuete. Un presbitero anziano e bisognoso di attenzioni e cure non sempre può fare conto sui propri esigui risparmi o beni di famiglia. Mi permetto di dire che il Giovedì santo, con le offerte generose di noi tutti durante la Messa crismale e le questue nella Messa in Cena Domini delle parrocchie, non può rimanere l’unica occasione nell’arco dell’anno per nutrire la nostra cassa comune riservata alle fragilità dei più anziani.

Quest’anno la Messa crismale sarà celebrata in altra occasione appena possibile e la Messa in Cena Domini con le comunità parrocchiali è sospesa. In questa circostanza suggerisco, per non far mancare alla cassa comune l’apporto di ciascuno, di farci pervenire tramite bonifico la vostra offerta (IBAN: IT75L0521601631000000063103). Tuttavia, nonostante la generosità di molti, le entrate ordinariamente legate al Giovedì santo non sono più sufficienti per corrispondere al numero crescente di presbiteri ricoverati o bisognosi di una presenza domestica continuativa.

La scheda che trovate allegata con i dati essenziali del bilancio 2019 della Fondazione OAF parla chiaro: solo grazie ad altre elargizioni anche di privati, a lasciti, eredità di presbiteri generosi, al momento ce l’abbiamo fatta. Mi preoccupo del domani: non soltanto del futuro prossimo, di quelli della mia età – ho 69 anni – che tra poco vedranno inevitabilmente crescere le loro esigenze, ma anche dei giovanissimi presbiteri, quando un giorno non troppo lontano probabilmente vedranno ridursi le risorse provenienti dalle risorse dell’8xmille attraverso la CEI. L’auspicio è che la voce “offerte straordinarie di presbiteri” possa crescere nel bilancio 2020 della Fondazione OAF.

Concludo invitandovi a prendere in considerazione tutte le forme possibili che riterrete opportune per aiutarci insieme: una colletta di classe in occasione dell’anniversario annuale di messa? Un evento pastorale delle vostre comunità che intendono festeggiarvi in modo straordinario? Lascio alla vostra generosità e fantasia ogni possibile occasione quotidiana per corrispondere a questo capitolo della nostra fraternità sacerdotale.

E vi auguro buona Pasqua.

don Tarcisio Bove
Milano, Quaresima 2020

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