“Gesù ti chiama per nome, entra nella porta della vita insieme con gli altri, in questa Chiesa imperfetta e santa».
In una serata dominata dall’immagine simbolica della porta – reinterpretata anche attraverso diversi linguaggi artistici –, quelle che si aprono davvero sono le porte della Parola di Dio e del Duomo che si affolla di oltre 2000 giovani, provenienti da tutta la Diocesi, e dei 101 catecumeni che riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella notte di Pasqua.
La Veglia
Tutto questo è stata la Veglia in “Traditione Symboli” nella quale l’Arcivescovo ha consegnato loro il Credo, il simbolo della fede. Accolti dai grandi schermi su cui si potevano leggere alcune domande sui passaggi essenziali della vita, i partecipanti hanno, così, assistito al “prologo” della celebrazione, unitamente al vescovo Mario Delpini cui erano accanto i due vescovi e vicari episcopali, monsignor Luca Raimondi e monsignor Giuseppe Vegezzi, il responsabile della Pastorale Giovanile, don Marco Fusi, della Fom, don Stefano Guidi, della Pastorale Universitaria, don Marco Cianci, il vicario episcopale di Settore, don Giuseppe Como e il responsabile del Servizio per la Catechesi e Catecumenato, don Matteo Dal Santo. Mentre, in altare maggiore, avevano trovato posto, tra gli altri, il vicario generale, monsignor Franco Agnesi, il moderator Curiae, monsignor Carlo Azzimonti, alcuni vicari e sacerdoti.
Sul presbiterio, in un gioco suggestivo di luci e ombre, 5 porte realizzate in collaborazione con le studentesse in scenografia del Naba, Nuova Accademia di Belle Arti (presenti anche i docenti che hanno orientato il lavoro), una in corrispondenza dell’altare formata da due pannelli ricoperti e decorati e due cornici su ogni lato. Tanti i colori, a significare i diversi stati d’animo con cui affrontare la porta dell’esistenza.

Da qui il riferimento alle Porte delle scelte, le porte chiuse, le porte degli altri e quelle interiori, sottolineate dalle voci guida, dalla danza degli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto e dei giovani della compagnia Tam Ballet, nata dalla collaborazione del prestigioso Teatro Arcimboldi di Milano, e dalle sonorità eseguite al meglio – come per l’intera Veglia – dai cori Shekinah, Elikya, Coro Interparrocchiale, Coro del CLU e da altri gruppi giovanili, diretti da Andrea Pillon.
La Parola che chiama
Dalla celebre pagina del Vangelo di Giovanni al capitolo 10, si avvia l’omelia del vescovo Delpini che utilizza gli stessi termini dell’evangelista.
«Forse hai aperto la porta a ladri e briganti: quelli che deridono i sogni e i propositi di bene, quelliche sporcano tutto quello che toccano, i pensieri, il sesso, la fiducia in Dio, i rapporti con i genitori, con gli amici, con i compagni di viaggio. Forse hai aperto la porta per ingenuità, per curiosità, perché molti altri l’hanno fatto e, anche se sono infelici, dicono che non si può fare altrimenti e devi aprire la porta a ladri e briganti se vuoi stare al mondo. Ma questa sera celebriamo la grazia di ascoltare una voce amica, forse già ascoltata molte volte, forse, mai sentita prima. I catecumeni giunti qui da tante strade e segnati da tante storie raccontano di essere stati sorpresi, commossi da quella voce che hanno riconosciuto come la voce che merita di essere ascoltata, il pastore che merita di essere seguito».

Un pastore – il Signore – che non abbandona mai e la cui parola «entra proprio nelle domande che inquietano, nelle ferite che fanno soffrire, nel groviglio confuso in cui ci si perde. Seguo Gesù, perché riconosco che la sua parola è rivolta proprio a me, mi conosce e mi chiama», evidenzia monsignor Delpini.
Una mano tesa e una porta aperta
«C’è sempre una mano tesa, una porta aperta», aggiunge. «Nella città della gioia si entra sempre insieme ad altri», magari con compagni di viaggio inattesi. «Se cerchi, trovi, se chiami ti viene incontro Gesù che ti parla con la voce di una persona, con il libro che stai leggendo, con il silenzio in cui ti raccogli. Ma verso il Signore non cammini da solo. I testimoni che incontri non sono perfetti, non sono santi. Ma sii grato, perché quando dici “ti prego aiutami”, trovi una mano tesa, un’amicizia promettente, un prete, una suora, un papà, una mamma che ti ascoltano. Non aspettarti una Chiesa perfetta, preti perfetti, compagni di viaggio perfetti, ma sono gli angeli di Dio mandati a te in quel momento. Piuttosto impara a ringraziare per quel poco o tanto che possono fare per farti conoscere Gesù, per accompagnarti fino alla celebrazione dei grandi misteri della nostra salvezza, fino alla comunione che conforma a Gesù e ci rende un cuore solo e un’anima sola».
Poi, l’adorazione con i due pannelli scorrevoli della porta in altare maggiore che si aprono facendo apparire il crocifisso, illuminato a pieno – dopo la preghiera personale nel silenzio e nella penombra della Cattedrale – per le acclamazioni, con cui i giovani chiedono pace, la capacità di fare scelte coraggiose e sostegno per chi è provato nello spirito.

Infine, è la testimonianza della catecumena Jessica, studentessa dell’Università Cattolica, commossa fino alle lacrime, a dare il senso dell’incontro decisivo con Gesù.
«Oggi sento di poter riconoscere che quella chiamata interiore era la voce discreta di Dio che mi ha portato alla decisione libera e consapevole di ricevere il battesimo, entrando a far parte della comunità cristiana e crescendo nella fede», spiega, poco prima della consegna del Credo e, per i futuri nuovi cristiani, anche del sussidio “Otto giorni dopo. I neofiti in cammino”, per aiutarli nel “dopo”, quando ricevuti sacramenti, inizierà la loro vera nuova vita.
La vita di una «Chiesa giovane, anche se, talvolta, sembra stanca, se i cristiani paiono un poco scoraggiati, perché lo Spirito di Dio abita nel cuore di ogni credente», come conclude il vescovo Delpini, prima della benedizione.
E, allora, come suggellare una Veglia tanto intensa, se non oltrepassando una soglia concreta e grande come quella maestosa del portale centrale del Duomo? Così come fa, infatti, l’Arcivescovo seguito da tutti i fedeli, arrivando fin sul sagrato in festa.





