Le porte del Duomo si aprono ai giovani. Sabato 28 marzo, alle 20.45, l’arcivescovo Mario Delpini inviterà la Chiesa ambrosiana più giovane a varcare una soglia decisiva: quella della Settimana Autentica e del mistero della Pasqua. In Cattedrale sono attesi i giovani della Diocesi con educatori ed educatrici, insieme ai catecumeni che nella Veglia pasquale riceveranno il Battesimo. Tutti convocati per la Veglia in Traditione Symboli: uno dei passaggi più intensi del cammino quaresimale che richiama il dono della trasmissione della fede (diretta su www.chiesadimilano.it e youtube.com/chiesadimilano).
Ingresso alla vita piena
Il titolo scelto, «Io sono la porta», è un riferimento al Vangelo di Giovanni (Gv 10,1-10), un passo che si offre come chiave di lettura dell’intera esperienza: riconoscere nella Pasqua di Gesù l’ingresso alla vita piena. Un’immagine concreta e potente, che intercetta le domande di tanti giovani: scelte da compiere, porte chiuse, occasioni che fanno paura, relazioni davanti alle quali non si sa se bussare. La Veglia, grazie alla presenza dell’Arcivescovo, diventa così un’occasione privilegiata di incontro e preghiera perché i giovani possano riconoscersi parte di un unico cammino diocesano.

La collaborazione con NABA
A rendere ancora più eloquente il segno della “porta” sarà l’allestimento scenografico realizzato grazie alla collaborazione con gli studenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. La vita, soprattutto da giovani, assomiglia spesso a un corridoio pieno di porte: alcune si aprono, altre restano chiuse, altre ancora attendono solo il coraggio di essere attraversate. Da questa intuizione nasce un progetto che unisce essenzialità e significato, grazie alla collaborazione tra la Diocesi e un’istituzione accademica di formazione all’arte e al design di fama internazionale.

Spiega Alessandro Colombo, docente di Regia, media ed eventi del Triennio in Scenografia: «Siamo partiti da un’immagine forte, quella della porta, della soglia, del passaggio». Da qui, l’idea di costruire un allestimento affidato a strumenti semplici della tradizione scenotecnica: telai in legno, che prendono forma sull’Altare maggiore, evocando di volta in volta varchi, passaggi o, ancora, ante che si aprono e si chiudono. «Elementi minimi – prosegue il docente – che permettono di creare armonicamente, per lo spazio del Duomo, una costruzione scenografica sobria, ma simbolica».
Esprimere le sfide della gioventù
Tramite segni e linee, i colori che connotano i quattro profili di porte si riuniscono al centro, nelle ante, rivestite di carta, della porta principale, che durante la celebrazione si apriranno fino a svelare la croce e l’altare. Il lavoro – sostenuto dallo staff NABA e dall’allestitore Way spa per la realizzazione delle strutture lignee – ha coinvolto direttamente le studentesse, impegnate nella decorazione e nella ricerca cromatica. «Lavorare a un progetto che parla anche alla nostra generazione è stato importante per esprimere le sfide dell’età giovanile, racconta Federica Donati».

Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione estetica: colori acrilici come azzurro, rosso, giallo e blu, studiati nelle loro combinazioni per arrivare a una sintesi nel colore centrale. Uno spazio che apre anche a prospettive future, dando voce alle nuove generazioni. «Spero che questa collaborazione con i giovani possa crescere nel tempo», osserva Sofia Missana, alla quale fa eco Viola Girardi: «È stato bello partecipare e poter portare il nostro contributo».
Ancora pochi giorni di rifiniture, prima di scoprire la suggestione che regaleranno a tanti loro coetanei con il loro impegno e la loro arte. Una porta si apre, e non solo come segno scenico, ma come invito concreto: attraversare la Pasqua per entrare nella vita.



