Che cosa spinge un gruppo di persone a fare un film? Sicuramente la possibilità di guadagnarci. Non c’è nulla di scandaloso ed è una cosa che riguarda chiunque lo faccia per professione. Nei casi migliori (quelli che selezioniamo in questa rubrica), si somma anche un afflato artistico, una ricerca di senso o di prospettiva tramite le immagini. Con un lungometraggio ben fatto lo spettatore scopre, guardando gli altri, cose di sé che non sapeva.
Poi ci sono i film come Per un po’ che partono da fatti veri e da emozioni private, inscenate da chi le ha vissute. Generalmente, quando un’opera nasce così, per il pubblico è una brutta notizia. Per fortuna ci sono eccezioni come il film di Simone Valentini.
La trama
Tutto parte dal libro “Per un po’. Storia di un amore impossibile“ di Niccolò Agliardi, cantautore e paroliere milanese (suo il brano Io sì cantato da Laura Pausini e vincitore del Golden Globe). Due i protagonisti: Niccolò che dalla vita ha avuto tanti doni, ma anche il dolore forte della morte della compagna. Federico a cui è sempre stato portato via tutto, allontanato da piccolo dalla madre, ha rimbalzato di famiglia in famiglia fino ai diciotto anni, quando ha incontrato il musicista.

Uno è nel mezzo di un percorso di affido, iniziato con la compagna e che non ha intenzione di interrompere. L’altro ha bisogno di una casa che dia serenità mentre fa il suo ingresso nel mondo del lavoro e in cui (so)stare solo… Per un po’.
Per gran parte della durata sembra che l’operazione serva soprattutto a Niccolò stesso per specchiarsi, rivedere dalla distanza, e trovare una catarsi. Fin qui non il massimo per il pubblico. Poi però, con una magia cinematografica, il film si spalanca allo spettatore. Quando arriva il brano “Che si appartiene”, scritto per il film e cantato da Matteo Wax, esplodono le emozioni. Se prima erano distanti, ferme sullo schermo, grazie alla canzone vengono “staccate” e lanciate nel cuore in un momento che vale il biglietto.
In quella scena, siamo tutti Niccolò e siamo tutti Federico. Due arti, il cinema e la musica, insieme per dire ciò che a parole non si può trasmettere. Per questo si vedono i film.











