Ci scrive don Luca Zanta, fidei donum in Perù, che sta partecipando all’Assemblea Ecclesiale in qualità di delegato del Vicariato Apostolico di Pucallpa

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I Asamblea Eclesial de América Latina y Caribe
“Todos somos discípulos misioneros en salida”

Primo giorno.
Mia madre e i miei Fratelli sono quelli che ascoltano la Parola e la compiono” (Lc. 8, 21)

Dopo un lungo cammino di ascolto e consulta del Popolo di Dio che il Papa ha voluto con questa Prima Assemblea Ecclesiale di America Latina e Caribe per revitalizzare l’esperienza di aparecida del 2007, finalmente ci siamo incontrati, alcuni in presenza a Città del Messico, nella casa della Vergine di Guadalupe, la maggior parte attraverso gli strumenti digitali.
ASCOLTA E SOVRABBONDANZA sono le due parole che ci ha regalato Papa Francesco nel suo messaggio diretto ai più di mille delegati dei 23 Paesi del continente.
Ascoltare è possibile perché innanzitutto Dio ci vuole parlare con la Parola per comunicarci il suo progetto di salvezza. Sovrabbondante è il modo in cui Dio ci ama e dona il suo Spirito perché possiamo comprendere la sua volontà di salvezza per tutti.
Durante la mattina ci siamo poi divisi in gruppi di lavoro per ascoltarci e condividere le speranze e le sofferenze delle nostre comunità. Nel pomeriggio le testimonianze commoventi di vari membri della Chiesa (vescovi, religiose, laici) che ci hanno aiutato a sentirci in profonda comunione in questo nuovo cammino che la Chiesa di America Latina e Caribe sta iniziando per continuare ad annunciare la Buona Notizia.


Secondo giorno.
Il tempo si è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete a la Buona Notizia” (Mc. 1, 15)

Il secondo giorno è stato segnato dal tocco di campana: stiamo vivendo un Kairós, un tempo di grazia di Dio nel tempo compiuto della Buona Notizia.
Per questo il tema principale del giorno è stato la conversione pastorale, una idea chiave presente nel documento di Aparecida che il Papa ha ridefinito come “integrale”, con i suoi quattro sogni (sociale, culturale, ecologico e ecclesiale) che coinvolge tutti i discepoli missionari, tutta la Chiesa, tutta la umanità.
La mattina, dopo la preghiera e la riflessione del teologo Agenor Brighenti sulla conversione pastorale integrale, abbiamo condiviso nei gruppi le sfide della Chiesa. Abbiamo dovuto scegliere le cinque sfide più urgenti, un discernimento difficile e allo stesso tempo motivante.
Il pomeriggio è stato un tempo di ascolto delle testimonianze dei delegati e alcune presentazioni sulle radici culturali dell’America Latina e dei Caraibi. Un tempo di ascolto che ci ha aiutato a riprendere il cammino della fraternità, se possibile, con ancora più decisione, perché questa conversione pastorale integrale ci doni una Chiesa più inclusiva e vicina alla carne sofferente di Cristo.

 

Terzo giorno.
Andate dunque e fate discepole tutte le nazioni” (Mt. 28, 19)

Già siamo alla metà del cammino e oggi ci hanno invitato a riflettere su quello che il Papa Paolo VI in Evangelii Nuntiandi n. 80 chiamava “La dolce e confortante gioia di evangelizzare”.
Questa gioia è la profonda emozione che ha animato questo giorno dedicato a pensare e ripensare la “Chiesa in uscita missionaria per il sovrabbondante dono dello Spirito Santo”, come ci ha invitato a riflettere nella sua meditazione p. Carlos Galli, eccellente e profondo teologo protagonista in America Latina e tutto il mondo.
Nei gruppi di lavoro abbiamo riflettuto sulle sfide che ieri sono emerse circa la conversione pastorale integrale della nostra Chiesa: 41 sfide che i gruppi hanno condiviso per proporre orientamenti pastorali concreti e reali.
Un lavoro intenso e profondo che ci ha obbligato ad uscire dalle nostre piccole realtà per pensare all’universale, con tutti i problemi, le sofferenze e le ferite che vive la Chiesa Latinoamericana.
Però questa gioia ci ha spinto a vedere più in là dei problemi, accogliere e vivere questo sovrabbondante dono dello Spirito Santo che Dio ci regala, un Amore vicino, compassionevole, dolce.
Nel pomeriggio le consuete testimonianze dei partecipanti all’Assemblea ci hanno fatto riflettere, ci hanno incoraggiato, soprattutto le parole del Card. Oswald Gracias della Diocesi di Bombay, in India, che con uno sguardo “da fuori” ha invitato tutta la chiesa Latinoamericana e dei Caraibi a continuare con coraggio e forza questo cammino. Abbiamo terminato il giorno con il rosario dei continenti, pregando la Vergine della Visitazione Missionaria.

Quarto giorno.
Perché tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te.” (Gv 17, 21)

Questo quarto giorno di Assemblea è stato come una pausa nel mezzo del cammino. Un giorno di discernimento, ascolto e purificazione per continuare secondo la direzione che ci indica lo Spirito Santo.
Nella mattina la preghiera è stata segnata dalla Giornata Internazionale contro la violenza alle donne: abbiamo chiesto perdono ma anche ringraziato per le donne presenti in tutta la Chiesa.
No c’è stata la abituale riflessione del mattino ma alcuni interventi che ci hanno illustrato il cammino della Chiesa dalla Assemblea Ecclesiale al Sinodo della Sinodalità. Il Card. M Grech Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e il Card. Oullet Prefetto della Congregazione per i Vescovi hanno fatto risuonare la voce della chiesa universale: il sogno di una Chiesa sinodale non come un nuovo modello di Chiesa o un nuovo metodo per evangelizzare, ma un movimento che a partire della fede del Popolo di Dio che ascolta lo Spirito Santo, lo spinge verso una Chiesa che viva più conforme alla vita di Gesù.
Molto profonda e di marcata spiritualità consacrata e femminile è stata la riflessione di Suor Liliana Franco, Presidente della CLAR (associazione di religiosi e religiose in America Latina), che ci ha invitati ad abbandonare lo status di conforto per ricreare una equità sinodale nella sinodalità, una vera riforma della Chiesa segnata da un di più mistico.
Il pomeriggio è stato dedicato all’ascolto, come sempre, delle testimonianze dei partecipanti alla Assemblea, però soprattutto di Gesù sacramento con la intensa preghiera di adorazione nella Ora Santa.


Quinto giorno.
Perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli.” (Mt 23, 8)

L’ultimo giorno di discernimento forse è il più importante e, allo stesso tempo, il più difficile perché bisogna scegliere quali passi compiere nel cammino. La preghiera iniziale, per questo, è stata una intensa e forte invocazione allo Spirito Santo perché ci guidi in questa conclusione.
La riflessione, o meglio, la testimonianza di vita e sapienza della Suora Dolores Palencia del Consiglio del CEPRAP e del teologa laico venezuelano Rafael Luciani, dell’Equipe teologica del Celam, ci hanno istruito e coinvolto ancora di più sul tema della sinodalitá nel Popolo di Dio tracciando quello che sarà (e deve essere) il cammino del futuro. Relazioni orizzontali purificate, ascolto vero del sensus fidei del Popolo di Dio, spazi effettivi e affettivi di mediazioni e coinvolgimento dei laici, delle donne, dei giovani per una partecipazione reale del Popolo di Dio, fino ai luoghi in cui si prendono le decisioni nella Chiesa.
Queste sono solo alcune parole tra le molte importanti che indicano il cammino verso una sinodalizzazione della Chiesa del Terzo Millennio.
Durante il lavoro nei gruppi abbiamo dovuto assumerci la responsabilità di scegliere solo alcune delle 41 sfide proposte in questi giorni, per identificare le urgenze teologiche, pastorali e sociali alle quali la Chiesa è chiamata a rispondere in America Latina con una vera riforma ecclesiale.
Il pomeriggio ci ha permesso ancora una volta di ascoltarci nelle testimonianze, di pregare e condividere la Parola di Dio nella Lectio Divina proposta.
Ci manca solamente un ultimo giorno di lavoro, il sabato, chiediamo ancora una volta che ci illumini e guidi lo Spirito Dio.

 

Sesto giorno.
Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25)
È arrivato il sabato, l’ultimo giorno che ci ritroviamo riuniti in Assemblea Ecclesiale. Solo poche ore durante il mattino per gli ultimi discorsi di saluto e, certamente, per leggere le conclusioni di questo intenso lavoro di ascolto e discernimento del Popolo di Dio riunito.
Tutti, come da abitudine, ci aspettavamo un documento finale, un testo pieno di parole… però questo “non è il tempo di testi, ma di testimoni”, perciò sono state presentate solamente le 41 sfide che si sono discernite insieme e di queste le 12 che saranno le più urgenti e che si tratteranno insieme nel piano di lavoro per l’anno 2022 di tutto il continente di America Latina e i Caraibi.
Il messaggio finale dell’Assemblea a tutte le chiese latinoamericane letto dal Card. Cabrejos, presidente del Celam, ha chiuso la riunione, però la Assemblea non finisce qui.
Come mi sento? Veramente, chiuso il Zoom e spento il computer mi sento davvero felice e orgoglioso di aver partecipato e rappresentato il Perù in questo evento ecclesiale, anche un po’ stanco, come quando dopo tanto ascolto… uno ha bisogno di un po’ di silenzio perché risuoni un’altra Voce nel cuore… Che sia così per tutti voi, ringraziandovi per aver condiviso con me questa esperienza leggendo queste poche righe… e non dimenticate: “¡Todos somos discípulos misioneros en salida!”.

 

Ascolta l’inno della Asamblea Eclesial: “Discípulos Misioneros en Salida”

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