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Sabato 14 febbraio alle ore 9.45 alla Fondazione Ambrosianeum la seconda tappa del percorso socio-politico che vuole affrontare il tema dell’abitare oggi. “Casa” è un luogo di dignità, creatività e responsabilità condivisa

Di don Nazario Costante
Responsabile Servizio per la pastorale Sociale e il lavoro

Che cosa significa oggi abitare? In un tempo segnato da solitudini urbane, disuguaglianze abitative e città che spesso producono sofferenza, la casa torna a interrogare profondamente il nostro modo di vivere, di stare insieme e di costruire comunità.

A questa domanda intende rispondere l’incontro “Abitare è condividere. La casa tra incontro, dignità e cura”, in programma sabato 14 febbraio, dalle 9.45 alle 12.45, presso la Fondazione Ambrosianeum (Sala Falck) a Milano. L’evento si inserisce nella seconda sessione del corso “Custodire l’umano: terra, casa e lavoro”, promosso dal Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano, come seconda tappa di un percorso socio-politico dedicato al tema dell’abitare oggi.

L’abitare non è solo un fatto privato o abitativo, ma un nodo centrale delle sfide sociali contemporanee: accoglienza, inclusione, dignità e cura sono le parole chiave per rispondere a realtà complesse come la marginalità, la precarietà e la frammentazione delle comunità. Questo incontro vuole essere uno spazio di riflessione e confronto utile per chi, a diversi livelli, opera per costruire città più accoglienti e politiche abitative più giuste, in cui la casa diventi davvero un luogo di crescita umana e solidarietà.

La casa non è solo uno spazio fisico, ma un luogo umano e simbolico: è dignità, responsabilità condivisa, accoglienza. È l’ambiente in cui la vita prende forma attraverso le relazioni, l’incontro con l’altro e la possibilità di sentirsi parte di una comunità. Come ricorda Papa Francesco, la casa rappresenta «la ricchezza umana più preziosa», il luogo in cui si impara a ricevere e donare amore.

Cuore dell’incontro sarà l’approfondimento filosofico di Silvano Petrosino, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che guiderà una riflessione intensa sul significato dell’abitare come dimensione essenziale dell’esistenza umana. L’uomo non solo abita, ma è anche abitato: dall’alterità dell’altro, dall’interiorità, dall’Altro. È questa apertura costitutiva che rende la casa qualcosa di diverso da una tana o da uno spazio chiuso e difensivo, ma anche da un luogo totalmente aperto e privo di intimità.

L’abitare autentico, infatti, chiede una giusta misura: tra chiusura e apertura, tra protezione e ospitalità, tra coltivare e custodire. Una prospettiva che illumina anche le grandi questioni sociali del nostro tempo — dall’accoglienza alle politiche abitative, dal lavoro all’economia — richiamando la responsabilità di costruire città e comunità che mettano davvero la persona al centro.

La mattinata si aprirà con un momento di preghiera e meditazione spirituale, a cui seguiranno gli interventi di Valeria Negrini (Forum Terzo Settore Lombardia), Mauro Guerra, presidente di ANCI Lombardia, e mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale presso la Curia di Milano (vedi locandina).

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, con iscrizione obbligatoria. Per iscrizione cliccare QUI

Un’occasione preziosa per fermarsi a riflettere su una domanda che riguarda ciascuno di noi: da quale luogo guardiamo la vita? E soprattutto, come possiamo imparare ad abitare — insieme — in modo più umano, giusto e condiviso.

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