Gli auguri del Servizio per la Pastorale Scolastica

Alla morte di Rembrandt, vengono rinvenuti nel suo studio alcuni dipinti – gli ultimi – a cui forse stava ancora lavorando. Tra essi, Simeone con il bambino Gesù: un soggetto che parla di luce, di una luce capace di rischiarare perfino la morte.
Nel vangelo, l’anziano Simeone, «uomo giusto e pio», è ricordato non per ciò che compie, ma per ciò che vede: gli è stato promesso, infatti, «che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore». E, stringendo tra le braccia il bambino, esclama: «Ora […] i miei occhi hanno visto la tua salvezza».
È sorprendente, allora, che nel dipinto di Rembrandt Simeone abbia gli occhi chiusi. Non è lui a vedere, ma il neonato, che lo fissa con occhietti vivaci. Come se il riconoscimento dell’anziano scaturisse non tanto dal guardare quanto dall’essere guardato: dalla certezza di essere raggiunto dalla grazia e dall’amore di quello sguardo.
Non accade così a tutti noi? Per quanto i tempi siano bui, il mondo si illumina quando scopriamo di essere visti, accompagnati, amati. È questo sguardo che, come educatori,
possiamo donare anche ai nostri alunni, perché a loro volta possano schiudersi alla gioia che sta loro dinanzi.
Buon Natale,
don Fabio Landi, don Paolo Alliata,
Elisabetta Taverna, Paola Caronni