Le famiglie missionarie a Km0 sono famiglie che abitano in strutture della Chiesa: canoniche, oratori, edifici sussidiari nella diocesi di Milano. Sono una presenza attenta e accogliente, corresponsabile con preti e comunità parrocchiali nell’annunciare la buona notizia del Vangelo. Una presenza missionaria …ma a Kmo

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Dal 2013 le famiglie, i preti, i religiosi/e coinvolti in queste realtà partecipano a un percorso di condivisione e formazione. Il gruppo raccoglie coppie di diversa appartenenza ecclesiale (missione ad gentes, associazioni, movimenti, parrocchie,…) ed è sostenuto e accompagnato dalla Diocesi di Milano, in particolare dal Servizio per la Famiglia e dall’Ufficio Missionario.

Il gruppo custodisce il discernimento delle nuove famiglie; è a disposizione dei preti e delle comunità parrocchiali che si preparano ad accogliere una famiglia residente o interessati a conoscere questa esperienza anche attraverso una semplice testimonianza. Le famiglie della diocesi di Milano sono in rete con le altre coppie che vivono realtà simili in Italia.

Sono organizzati quattro incontri l’anno aperti a tutte le famiglie missionarie a Km0 della diocesi di Milano, a preti e religiosi e alle coppie in discernimento. Si aggiungono momenti di riflessione divisi nelle varie zone pastorali della diocesi. Vengono convocati anche incontri periodici per i preti coinvolti in questa realtà.

 

“Il desiderio è di incarnare una Chiesa dove le vocazioni – al matrimonio, al presbiterato, alla vita religiosa, … – si alimentano e si rafforzano reciprocamente: ci si testimonia a vicenda la bellezza della vita cristiana, del condividere fatiche e gioie e del vivere il per sempre della propria vocazione. Insieme ci si mette a servizio dei fratelli e dell’annuncio del Vangelo.

La coppia mantiene il proprio lavoro e la famiglia i propri ritmi (scuola, lavoro, occupazioni settimanali), ma abita con stile di apertura e di ascolto gli spazi parrocchiali.

Il primo compito della famiglia è quello della presenza “sulla soglia” in uno stile di accoglienza e apertura a chi bussa, soprattutto per chi si sente lontano dalla vita delle comunità parrocchiali.  In base alle esigenze della comunità, vengono scelti compiti di animazione pastorale, non a sostituzione dei laici già in parrocchia, ma a sostegno di una presenza laicale sempre più lieta e significativa.”

 

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