Per festeggiare i 100 anni dalla prima edizione, un percorso sorprendente e dagli sviluppi imprevedibili, che�scatta il 9 maggio da Venezia, fa tappa a Milano il 17 maggio e si conclude a Roma il 31 maggio. Debutta Armstrong, ma il favorito è Basso

Mauro COLOMBO
Redazione

Per festeggiare degnamente il proprio centenario, il Giro d’Italia si presenta in una veste completamente rinnovata. Nuovo logo, nuova mascotte (il GirBecco), nuova maglia rosa (“griffata” Dolce & Gabbana), ma soprattutto un percorso sorprendente e dagli sviluppi imprevedibili. Misura 3395,5 chilometri ed è diviso in 21 tappe. Parte il 9 maggio da Venezia, tocca tutte le città della prima edizione, fa tappa a Milano (tradizionale arrivo finale, quest’anno anticipato alla nona frazione, il 17 maggio) e si conclude a Roma il 31 maggio.
Affronta le Dolomiti dopo quattro giorni, con arrivi a San Martino di Castrozza e all’Alpe di Siusi, poi ritrova l’Izoard (Cima Coppi a 2360 m) e da ultimo sfida gli Appennini (Block Haus e Vesuvio). Rende omaggio a Fausto Coppi con la Cuneo-Pinerolo, che il Campionissimo rese leggendaria nel 1949, e a Gino Bartali con l’arrivo a Firenze. Privilegia le frazioni nervose (il prototipo è la Pergola-Monte Petrano) ai tapponi di montagna, riduce i chilometri a cronometro (meno di 100), ma potrebbe decidersi proprio in una prova contro il tempo: la Sestri Levante-Riomaggiore, poco più di 61 km attraverso le colline delle Cinque Terre. I tranelli sono disseminati dal primo all’ultimo giorno, promessa di una corsa incerta e spettacolare.
Una sceneggiatura intrigante per un cast da Oscar. Tra gli aspiranti alla maglia rosa ci sono otto corridori che hanno vinto complessivamente 16 edizioni tra Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España: Lance Armstrong (7 Tour), Denis Menchov (2 Vuelta), Gilberto Simoni (2 Giri), Carlos Sastre (1 Tour), Ivan Basso, Damiano Cunego, Danilo Di Luca e Stefano Garzelli (1 Giro a testa).
La principale curiosità, ovviamente, è legata al cowboy texano, che debutta al Giro a 37 anni suonati. Ritiratosi dall’attività agonistica nel 2005, Armstrong è tornato in sella per provare a mettere una maglia rosa a fianco delle sette gialle già conquistate e per mettere la sua popolarità di atleta che ha sconfitto il cancro a favore della ricerca contro i tumori. Iscritto d’ufficio al novero dei favoriti, Armstrong è però incorso in un contrattempo non da poco: la frattura della clavicola in seguito a una caduta in Spagna, che ne ha rallentato la preparazione e con ogni probabilità lo costringerà a correre il Giro non puntando alla vittoria finale, ma nella prospettiva di un utilissimo allenamento in vista del successivo Tour de France.
Non a caso Armstrong considera favorito Ivan Basso, altro campione di ritorno, dominatore del Giro 2006 e poi finito nelle maglie delle inchieste sul doping, che ne hanno determinato la squalifica per due anni. Tra gli italiani, sembra lui – reduce dal successo al Giro del Trentino – il principale candidato alla vittoria, anche se Damiano Cunego vuol dimostrare di essere tornato al top anche nelle corse a tappe. Tra gli stranieri, segnalato in grande spolvero l’americano Levi Leipheimer, recente vincitore del Tour de Gila in New Mexico.
Pronostici e polemiche – la sospensione di Rebellin, scoperto “positivo” ai Giochi di Pechino, e il mancato invito al campione d’Italia Simeoni – a parte, il Giro farà anche del bene: abbinato alla Lotteria Nazionale, devolverà parte del ricavato della vendita dei tagliandi al Fondo Italiano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e all’Associazione Bambino in Ospedale. Per festeggiare degnamente il proprio centenario, il Giro d’Italia si presenta in una veste completamente rinnovata. Nuovo logo, nuova mascotte (il GirBecco), nuova maglia rosa (“griffata” Dolce & Gabbana), ma soprattutto un percorso sorprendente e dagli sviluppi imprevedibili. Misura 3395,5 chilometri ed è diviso in 21 tappe. Parte il 9 maggio da Venezia, tocca tutte le città della prima edizione, fa tappa a Milano (tradizionale arrivo finale, quest’anno anticipato alla nona frazione, il 17 maggio) e si conclude a Roma il 31 maggio.Affronta le Dolomiti dopo quattro giorni, con arrivi a San Martino di Castrozza e all’Alpe di Siusi, poi ritrova l’Izoard (Cima Coppi a 2360 m) e da ultimo sfida gli Appennini (Block Haus e Vesuvio). Rende omaggio a Fausto Coppi con la Cuneo-Pinerolo, che il Campionissimo rese leggendaria nel 1949, e a Gino Bartali con l’arrivo a Firenze. Privilegia le frazioni nervose (il prototipo è la Pergola-Monte Petrano) ai tapponi di montagna, riduce i chilometri a cronometro (meno di 100), ma potrebbe decidersi proprio in una prova contro il tempo: la Sestri Levante-Riomaggiore, poco più di 61 km attraverso le colline delle Cinque Terre. I tranelli sono disseminati dal primo all’ultimo giorno, promessa di una corsa incerta e spettacolare.Una sceneggiatura intrigante per un cast da Oscar. Tra gli aspiranti alla maglia rosa ci sono otto corridori che hanno vinto complessivamente 16 edizioni tra Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España: Lance Armstrong (7 Tour), Denis Menchov (2 Vuelta), Gilberto Simoni (2 Giri), Carlos Sastre (1 Tour), Ivan Basso, Damiano Cunego, Danilo Di Luca e Stefano Garzelli (1 Giro a testa).La principale curiosità, ovviamente, è legata al cowboy texano, che debutta al Giro a 37 anni suonati. Ritiratosi dall’attività agonistica nel 2005, Armstrong è tornato in sella per provare a mettere una maglia rosa a fianco delle sette gialle già conquistate e per mettere la sua popolarità di atleta che ha sconfitto il cancro a favore della ricerca contro i tumori. Iscritto d’ufficio al novero dei favoriti, Armstrong è però incorso in un contrattempo non da poco: la frattura della clavicola in seguito a una caduta in Spagna, che ne ha rallentato la preparazione e con ogni probabilità lo costringerà a correre il Giro non puntando alla vittoria finale, ma nella prospettiva di un utilissimo allenamento in vista del successivo Tour de France.Non a caso Armstrong considera favorito Ivan Basso, altro campione di ritorno, dominatore del Giro 2006 e poi finito nelle maglie delle inchieste sul doping, che ne hanno determinato la squalifica per due anni. Tra gli italiani, sembra lui – reduce dal successo al Giro del Trentino – il principale candidato alla vittoria, anche se Damiano Cunego vuol dimostrare di essere tornato al top anche nelle corse a tappe. Tra gli stranieri, segnalato in grande spolvero l’americano Levi Leipheimer, recente vincitore del Tour de Gila in New Mexico.Pronostici e polemiche – la sospensione di Rebellin, scoperto “positivo” ai Giochi di Pechino, e il mancato invito al campione d’Italia Simeoni – a parte, il Giro farà anche del bene: abbinato alla Lotteria Nazionale, devolverà parte del ricavato della vendita dei tagliandi al Fondo Italiano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e all’Associazione Bambino in Ospedale. Mostra storica alla BocconiAl Pime bici per l’Africa – Trentadue grandi pannelli fotografici che ripercorrono in sei sezioni tematiche i 100 anni della “corsa rosa”, con un ampio corredo informativo, utile a illustrare lo scorrere delle emozioni legate al Giro d’Italia nel Centenario della sua nascita. La mostra fotografica promossa da La Gazzetta dello Sport e organizzata da Rcs Sport, dal 7 al 20 maggio, sarà all’Università Bocconi di Milano, ospitata in quattro grandi corner posti all’aperto per consentire la massima fruizione ai visitatori (accesso gratuito da via Rontgen, angolo viale Bligny; lun-ven h 8-21, sabato h 8-18).A�”Tuttaunaltrafestafamily”, la Fiera del Commercio Equo e Solidale in programma dal 15 al 17 maggio presso il Pime (via Mosè Bianchi 94), invece, l’iniziativa “100 anni di Giro – 100 Bici per l’Africa “, in occasione del passaggio del Giro da Milano (17 maggio), punta a raccogliere 100 bici usate, ma funzionanti, da spedire in Guinea Bissau: là i missionari le distribuiranno a insegnanti e catechisti per permettere loro di raggiungere i villaggi più lontani. Info: www.tuttaunaltrafesta.it – – Un secolo di storia In diretta al Ghisallo

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