Una mostra fotografica racconta il percorso congiunto di Ri-scatti ODV e La Meridiana SCS: un laboratorio che ha coinvolto 11 persone tra residenti, educatori, volontari e familiari de Il paese ritrovato, la struttura modello di Monza che è insieme luogo di cura e spazio in cui vivere e partecipare. Le immagini esposte restituiscono uno spazio mentale e fisico, dove lo sguardo si fa ponte tra mondi interiori e relazioni profonde.
Il progetto
Nel mondo oltre 55 milioni di persone convivono con la demenza, con previsioni di 150 milioni entro il 2050. La malattia di Alzheimer e le altre demenze rappresentano la settima causa di morte nel mondo (OMS). In Italia circa 1.200.000 persone soffrono di demenza (di cui il 50-60% sono malati di Alzheimer) e circa 900.000 con disturbo neurocognitivo minore (ISS). Sono circa 4 milioni, inoltre, le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei pazienti. L’impatto economico è stimato sui 23 miliardi di euro annui, tra costi diretti e indiretti.
Nel 2025 l’associazione di fotografia sociale Ri-scatti ODV ha scelto di affrontare questo tipo di fragilità, che riguarda fasce sempre più ampie di popolazione, estendendosi ben oltre la tarda età. In collaborazione con La Meridiana SCS è stato quindi organizzato un laboratorio fotografico di tre mesi con incontri settimanali, coinvolgendo i partecipanti in un percorso di narrazione condivisa. I residenti de Il paese ritrovato, il primo villaggio Alzheimer in Italia, coordinati dai volontari fotografi di Ri-Scatti ODV, hanno condiviso il proprio sguardo sulla vita attraverso il medium della fotografia.
Attraverso la narrazione autobiografica per immagini, i partecipanti sono stati accompagnati a raccontarsi e a raccontare, utilizzando un linguaggio alternativo e possibile. Nei loro scatti è affiorata la realtà che li accoglie, la comunità con cui la condividono, istanti di un quotidiano che è ancora vita vissuta e partecipata. Così la fotografia si è riconfermata strumento unico e prezioso per la sua capacità di “bloccare” per sempre pensieri e ricordi.
La mostra
Per chi soffre di Alzheimer, la presenza è l’unico segno dell’esistenza. Le persone, anche le più care, esistono esclusivamente nel momento in cui sono fisicamente presenti, visibili, tangibili. Quando scompaiono dal campo percettivo, il ricordo si dissolve e con esso l’esistenza stessa di quella persona. Non c’è passato, non c’è futuro: esiste solo l’istante presente. In questo contesto, la fotografia diventa atto esistenziale. Non più semplice documentazione, ma gesto vitale che afferma: “Io sono qui. Questo esiste”. Ogni scatto è testimonianza, prova tangibile che qualcosa – qualcuno – è realmente accaduto.
Dall’11 al 19 Marzo 2026 la Osart Gallery di Milano ospita l’esito del laboratorio in una mostra aperta al pubblico dal lunedì alla domenica negli orari 10.00 – 13.00 e 14.30 – 19.00. Oltre 50 immagini selezionate fra le 7000 e più raccolte durante il laboratorio tracciano fragili relazioni interpersonali e il rapporto con un quotidiano a dimensione umana, in dialogo con mondi interiori che affiorano in modo profondamente e inaspettatamente poetico.
____
L’Associazione di volontariato Ri-scatti, nata nel 2013 da un’idea di Federica Balestrieri, giornalista da anni attiva nel sociale, organizza progetti per promuovere l’integrazione sociale e dare un’opportunità di riscatto a chi soffre o a chi nella vita è rimasto indietro, sensibilizzando anche l’opinione pubblica sui valori della solidarietà. Ogni anno, in collaborazione con istituzioni e associazioni, indaga di un tema associato ad una specifica categoria di fragilità sociale attraverso la fotografia o altre attività artistiche in cui gli stessi soggetti “fragili”, guidati da professionisti e forniti di strumenti espressivi, vengono stimolati a raccontare la propria visione. In collaborazione con il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ha realizzato a oggi 11 progetti fotografici.
Il Paese Ritrovato è il primo villaggio Alzheimer in Italia, un modello di cura e comunità che cerca di restituire autonomia, dignità e senso di normalità alle persone con demenza e Alzheimer. Nato su iniziativa della cooperativa sociale La Meridiana SCS e inaugurato nel 2018, il villaggio si estende su un’area di oltre 14.000 metri quadrati, con piazzette, vie, negozi, teatro, chiesa, giardini, orti e 8 appartamenti per un totale di 64 posti letto. Non spazi ospedalieri ma veri “nidi di vita”, dove viene preserva la privacy ma sono anche favorite relazioni sociali e routine familiari. Tra residenti, operatori e volontari sono circa 100–110 persone ad animare quotidianamente la vita del villaggio, rendendolo non solo una struttura di cura, ma una comunità dinamica e relazionale, un laboratorio sociale e culturale che interroga il futuro della cura delle demenze: non più solo protezione, ma un modello in cui vivere, scegliere, partecipare resta possibile anche quando la memoria vacilla.




















