Il gioco, tema dell’edizione 2021 con lo slogan «Hurrà», non coinvolge solo i giovanissimi, ma l'intera comunità. Don Guidi: «C'è ancora più bisogno di ascolto, di accoglienza, di adulti capaci di dare loro stima e valore». Dall'Arcivescovo una preghiera per gli animatori

di Luisa Bove

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Gli oratori estivi riaprono con il grido «Hurrà», che esprime tutta la gioia che può venire dai ragazzi che da mesi sono costretti a casa, privati di ogni relazione vitale. In tempi non sospetti la Fom aveva deciso di dedicare l’oratorio estivo 2021 al tema del gioco, ignorando che il Covid avrebbe stravolto tutto. Non hanno rinunciato all’idea e «ora stiamo scoprendo che era la scelta giusta – dice il direttore don Stefano Guidi -, perché il tema del gioco è qualcosa che ci porta addirittura alla radice dell’oratorio». E allora lo slogan “Hurrà” è perfetto, esprime «gioia, entusiasmo e voglia di vivere».

«Attraverso il gioco i ragazzi iniziano a respirare la gioia della comunità cristiana, la“ gioia del Vangelo ”, che è annuncio di gioia e di speranza. Ed è proprio il Vangelo a darci una speranza nuova che, nel tempo che stiamo vivendo, diventa fondamentale ed è una testimonianza bellissima per i ragazzi e le ragazze che frequentano i nostri oratori».

Il tema del gioco sarà affrontato in tutte le sue dimensioni, perché in oratorio il gioco «non è mai solo divertimento, fine a se stesso, ma ci rivela chi siamo e giocando impariamo a conoscere la realtà». E ancora: «Il gioco è l’espressione spontanea della nostra vivacità, della nostra gioia e voglia di vivere. In oratorio si gioca proprio per questo: è un’esperienza che ci educa alla vita».

«Dietro al gioco in oratorio – continua Guidi – c’è una comunità che prepara e che si mette in gioco, che si mette al servizio dei più piccoli, facendoli giocare, facendoli divertire». E questo fa davvero la differenza, perciò giocare in oratorio ha un valore aggiunto. L’oratorio diventa scuola di vita. Non solo. «Il gioco in oratorio dà protagonismo e responsabilità. Lo stile dell’animazione non è semplicemente quello di divertire, ma di rendere protagonisti di ciò che sta capitando. E alla fine il gioco lancia un messaggio: la vita diventa bella e divertente nella misura in cui ti metti in gioco! Si scopre allora che la vita è piacevole anche se a volte dobbiamo attraversare momenti difficili».

Dopo un anno così complicato, c’è davvero molta attesa e voglia di ricominciare. Nelle prossime settimane gli oratori ambrosiani torneranno a riempirsi e a dare il meglio. Certo, l’oratorio è sempre lo stesso, la sua proposta non cambia, ammette Guidi, «ma sta cambiando l’atteggiamento della comunità cristiana, consapevole della situazione di grave crisi che gli adolescenti stanno attraversando, per questo c’è ancora più bisogno di ascolto e di accoglienza incondizionata. C’è bisogno di comunità adulte che si giochino con gli adolescenti, capaci di dare loro stima e valore. Noi ci giochiamo. Noi ci siamo».

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