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Rimini

La Diocesi di Milano al meeting nazionale della disabilità

Dal 25 al 27 giugno la città romagnola ospita «ExpoAid», iniziativa promossa dal Ministro per le Disabilità. Don Mauro Santoro (Consulta «O tutti o nessuno») e don Stefano Guidi (Fom) parteciperanno a un seminario

25 Giugno 2026

Dal 25 al 27 giugno a Rimini è in programma «ExpoAid», iniziativa promossa dal Ministro per le Disabilità e dedicata alle associazioni e alle realtà che si occupano di disabilità. La Diocesi di Milano sarà rappresentata da don Mauro Santoro (presidente della Consulta diocesana «O tutti o nessuno») e da don Stefano Guidi (direttore della Fom), che venerdì 26 giugno parteciperanno al seminario «Oratori e parrocchie: luoghi di inclusione».

A Guidi toccherà una presentazione generale del progetto «èOratorio», Santoro interverrà successivamente accennando a tre iniziative specificamente inclusive, sottolineando come alcuni progetti attuati in parrocchie e oratori siano replicabili anche altrove.

Si parlerà in particolare di «Tutti noi: noi per tutti», realizzato nella parrocchia di Missaglia (Lc) e in quelle milanesi del Gratosoglio. Si tratta di un processo educativo che punta a creare occasione di incontri ed esperienze con una certa continuità tra adolescenti/giovani e persone con disabilità.

Verranno poi illustrati due progetti inseriti in quello che viene definito «progetto di vita» della persona con disabilità, che costituisce il cuore della manifestazione di Rimini.

Il primo è «AbilTalento», promosso dall’Associazione Abilmente e dalla parrocchia di Santo Stefano a Nerviano (Mi). È un percorso che mira a raccogliere i desideri e le domande delle famiglie, per costruire insieme progetti di vita e di autonomia lavorativa, in cui ogni persona con disabilità sia riconosciuta nella propria unicità.

Il secondo è «Casa Arimo» delle parrocchie e dell’oratorio di Cerro Maggiore (Mi): un progetto che punta a permettere a persone adulte con disabilità di abitare insieme in modo indipendente e dignitoso.

«Noi non siamo chiamati a occuparci dell’inserimento lavorativo o a trovare soluzioni abitative per le persone con disabilità – precisa Santoro -, ma queste due progettualità vogliono mettere in evidenza come su alcuni temi del progetto di vita delle persone più fragili la Chiesa non può tirarsi indietro, ma è chiamata a fare il suo pezzo all’interno di una rete di collaborazione più ampia sul territorio. Il riconoscimento della dignità delle persone con disabilità è richiamato nella Dottrina sociale e anche nell’ultima enciclica, ma ha bisogno di gesti anche concreti».