Un pellegrinaggio alla memoria, ancor più significativo perché collocato nel Tempo del Creato. Così monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale, definisce la serata in programma martedì 15 settembre a Seveso, tra il Centro pastorale ambrosiano e il Bosco delle Querce, nel 50° del disastro della diossina. Sarà presente l’Arcivescovo, all’epoca dei fatti giovane professore in Seminario proprio a Seveso.
Una lettura cristiana
«Sarà un cammino di rilettura della memoria che le comunità di Seveso, Cesano Maderno e Meda hanno fatto per l’anniversario, anche col momento struggente vissuto con il Capo dello Stato in luglio proprio nel Bosco delle Querce – spiega Bressan -. Noi vogliamo farne una lettura cristiana: da una parte un momento penitenziale, per non essere stati all’altezza del compito di custodire il creato, come l’enciclica di papa Francesco ha evidenziato; dall’altra, un momento di ringraziamento, perché da persone libere non ci siamo fermati a quel disastro, ma grazie alla presenza dello Spirito dal male è nato un bene, concretizzatosi anche in direttive che hanno migliorato l’attenzione alla salute nel mondo del lavoro e all’ambiente».
Quella di Seveso è una ferita non ancora del tutto rimarginata. «La costruzione della Pedemontana, che proprio in questi mesi tocca anche Seveso e le località limitrofe, ha messo in luce che la presenza della diossina è ancora attuale e comunque richiederà decenni per essere smaltita – sottolinea Bressan -. A dimostrazione della grande responsabilità che abbiamo quando operiamo nel creato, toccando elementi e particelle con effetti di durata inimmaginabile».

Le tappe della serata
La serata, a partire dalle 20.30, sarà articolata in diverse tappe, che il Vicario illustra: «Il ritrovo sarà al Centro pastorale ambrosiano, che allora era il Seminario e dove, il 17 settembre di 50 anni fa, la comunità locale, chiamata dai suoi preti e dal cardinale Colombo, si riunì in preghiera, per raccogliere energie e risorse in un momento in cui non si sapeva nulla del futuro (si parlava anche di un possibile esodo della popolazione). In quel luogo e a distanza di 50 anni, un po’ come fu per il popolo di Israele nel deserto, grazie a due testimonianze cercheremo di capire cosa accadde effettivamente e che tracce ha lasciato». Poi sarà la volta del momento penitenziale: «Ci dirigeremo verso il Bosco delle Querce, dove il Comune ha collocato un’edicola in ricordo di San Francesco nell’ottavo centenario della sua morte: lì ricorderemo la sua capacità di unire le persone al creato attraverso il Cantico delle creature e l’Arcivescovo pregherà con un testo molto bello di Giovanni Paolo II, che mette in luce questo aspetto».
Ecumenismo e pace
I giovani del territorio e i loro canti guideranno il ritorno al Centro pastorale ambrosiano. «Lì ascolteremo il dottor Dario Fossati, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, l’ente che ha gestito il dopo-diossina – continua Bressan -. Ci racconterà i passi fatti in questi 50 anni, che cosa abbiamo imparato, le prospettive e le responsabilità che ci vengono consegnate». Conclusione con l’Arcivescovo, «nella duplice veste di nostro Pastore e di persona presente all’epoca. Con lui torneremo nella cornice del Tempo del Creato, che è anche un tempo ecumenico: per questo abbiamo invitato le comunità delle altre Chiese cristiane del territorio e con loro faremo la preghiera finale di ringraziamento e di benedizione». Ricordando inoltre che, in un luogo diventato simbolo come il Bosco delle Querce, il Tempo del Creato è anche un’occasione per costruire la pace: «Proprio così. Se il Bosco delle Querce rimane da solo non parla a nessuno; l’idea è quella di trasformarlo in un luogo antropologico e in una memoria che parla al presente».








