Nella zona terza sono state organizzate due edizioni di settimana formativa che hanno coinvolto oltre di 200 persone. Nell'incontro conclusivo un bel confronto tra i partecipanti

di Luisa BOVE
Redazione

Nella zona terza la Settimana di formazione di base per laici si è svolta in due sedi differenti, al Collegio Volta di Lecco (oltre 70 iscritti) e nella casa dei Padri Barnabiti a Eupilio (circa 140). Gli incontri, che si sono svolti la sera, si sono conclusi invece un sabato pomeriggio per tutti alla presenza del Vicario episcopale di Zona, monsignor Bruno Molinari, e la celebrazione eucaristica finale. «Abbiamo seguito lo schema proposto dalla diocesi – spiega Marco Magni -, ma l’incontro forse più bello è stato quello conclusivo con una lectio divina tenuta da don Ivano Valagussa sul senso della Chiesa, con citazioni anche degli ultimi interventi di papa Benedetto XVI». Al termine c’è stato anche il dibattito durante il quale «i laici hanno espresso a cuore aperto qualche problema», in particolare percepiscono «la Chiesa suddivisa in tanti settori e troppo parcellizzata». La sensazione è che «a volte cambiando paese o parrocchia si fatica a trovare un’immagine unitaria di Chiesa», al contrario la Settimana di formazione è stata «un’esperienza positiva che aveva un filo conduttore unico e vedeva la collaborazione diretta dei laici». Ottima anche la regia organizzativa, con Beatrice Bregaglio, segretaria di zona del Consiglio pastorale, e Maria Piera Longoni, responsabile adulti di Azione Cattolica, coadiuvate attivamente anche dai rappresentanti del Consiglio pastorale diocesano. «La piccola segreteria si è incontrata più volte per organizzare gli incontri, scegliere i relatori e preparare il volantino, per due sere l’appuntamento è stato a casa del Vicario episcopale». La partecipazione sul territorio è stata varia, ci sono state parrocchie che hanno inviato solo due laici e altre – forse anche per motivi logistici – che hanno iscritto una ventina di persone. Non bisogna dimenticare che «siamo una delle zone con più alto tasso di Comunità pastorali – spiega Magni -, molte già avviate e altre in preparazione». Per questo diverse parrocchie hanno colto l’occasione della Settimana di formazione per inviare i laici. I decanati forse più rappresentati sono stati quelli di Lecco e di Erba, i più lontani dalle sedi hanno visto una presenza inferiore. Non è escluso che qualcuno possa approfittare per partecipare dall’1 al 4 luglio ai giorni di formazione promossi dall’Azione Cattolica che si terranno a Caravate presso la casa dei Padri Passionisti. «L’esigenza di raggiungere la gente e creare occasione sul territorio è emersa lampante anche nell’ultimo incontro», conclude Magni. In effetti è dimostrato che quando le iniziative diocesane vengono promosse a livello locale, è più facile coinvolgere le persone e garantire una presenza maggiore. Senza contare che la stessa proposta può essere maggiormente adeguata alle esigenze pastorali della singola zona. «Il bilancio è certamente positivo – dice monsignor Molinari -, per la qualità dei relatori che hanno fatto comprendere l’importanza di approfondire il nostro essere Chiesa, o meglio “pietre vive” della diocesi come ci chiede il nostro Arcivescovo. Ben vengano altre iniziative ordinarie di formazione dei laici, già presenti nella nostra zona e in diocesi». L’ultimo pomeriggio insieme, dicono gli organizzatori, «ha voluto essere un momento di Chiesa e di comunione che speriamo continui grazie ai rapporti che si sono instaurati». Nella zona terza la Settimana di formazione di base per laici si è svolta in due sedi differenti, al Collegio Volta di Lecco (oltre 70 iscritti) e nella casa dei Padri Barnabiti a Eupilio (circa 140). Gli incontri, che si sono svolti la sera, si sono conclusi invece un sabato pomeriggio per tutti alla presenza del Vicario episcopale di Zona, monsignor Bruno Molinari, e la celebrazione eucaristica finale. «Abbiamo seguito lo schema proposto dalla diocesi – spiega Marco Magni -, ma l’incontro forse più bello è stato quello conclusivo con una lectio divina tenuta da don Ivano Valagussa sul senso della Chiesa, con citazioni anche degli ultimi interventi di papa Benedetto XVI». Al termine c’è stato anche il dibattito durante il quale «i laici hanno espresso a cuore aperto qualche problema», in particolare percepiscono «la Chiesa suddivisa in tanti settori e troppo parcellizzata». La sensazione è che «a volte cambiando paese o parrocchia si fatica a trovare un’immagine unitaria di Chiesa», al contrario la Settimana di formazione è stata «un’esperienza positiva che aveva un filo conduttore unico e vedeva la collaborazione diretta dei laici». Ottima anche la regia organizzativa, con Beatrice Bregaglio, segretaria di zona del Consiglio pastorale, e Maria Piera Longoni, responsabile adulti di Azione Cattolica, coadiuvate attivamente anche dai rappresentanti del Consiglio pastorale diocesano. «La piccola segreteria si è incontrata più volte per organizzare gli incontri, scegliere i relatori e preparare il volantino, per due sere l’appuntamento è stato a casa del Vicario episcopale». La partecipazione sul territorio è stata varia, ci sono state parrocchie che hanno inviato solo due laici e altre – forse anche per motivi logistici – che hanno iscritto una ventina di persone. Non bisogna dimenticare che «siamo una delle zone con più alto tasso di Comunità pastorali – spiega Magni -, molte già avviate e altre in preparazione». Per questo diverse parrocchie hanno colto l’occasione della Settimana di formazione per inviare i laici. I decanati forse più rappresentati sono stati quelli di Lecco e di Erba, i più lontani dalle sedi hanno visto una presenza inferiore. Non è escluso che qualcuno possa approfittare per partecipare dall’1 al 4 luglio ai giorni di formazione promossi dall’Azione Cattolica che si terranno a Caravate presso la casa dei Padri Passionisti. «L’esigenza di raggiungere la gente e creare occasione sul territorio è emersa lampante anche nell’ultimo incontro», conclude Magni. In effetti è dimostrato che quando le iniziative diocesane vengono promosse a livello locale, è più facile coinvolgere le persone e garantire una presenza maggiore. Senza contare che la stessa proposta può essere maggiormente adeguata alle esigenze pastorali della singola zona. «Il bilancio è certamente positivo – dice monsignor Molinari -, per la qualità dei relatori che hanno fatto comprendere l’importanza di approfondire il nostro essere Chiesa, o meglio “pietre vive” della diocesi come ci chiede il nostro Arcivescovo. Ben vengano altre iniziative ordinarie di formazione dei laici, già presenti nella nostra zona e in diocesi». L’ultimo pomeriggio insieme, dicono gli organizzatori, «ha voluto essere un momento di Chiesa e di comunione che speriamo continui grazie ai rapporti che si sono instaurati».

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