Storie di nuovi battezzati: a Pasqua l'ingresso nella comunità di persone che hanno scelto Cristo

di Pino NARDI
Redazione

Storie di vite che incrociano la fede. Una ricerca che piano piano si alimenta nel proprio cuore, una sete di verità e di amore che trova nell’acqua del Signore quel gusto per una vita rinnovata. Nelle Veglie di Pasqua moltissime comunità ambrosiane hanno accolto nella gioia i catecumeni che hanno scelto di essere battezzati, dopo un cammino interiore di preparazione. Un fenomeno crescente di nuovi cristiani che per le più diverse ragioni non hanno ricevuto il sacramento appena nati. Storie di vite che incrociano la fede. Una ricerca che piano piano si alimenta nel proprio cuore, una sete di verità e di amore che trova nell’acqua del Signore quel gusto per una vita rinnovata. Nelle Veglie di Pasqua moltissime comunità ambrosiane hanno accolto nella gioia i catecumeni che hanno scelto di essere battezzati, dopo un cammino interiore di preparazione. Un fenomeno crescente di nuovi cristiani che per le più diverse ragioni non hanno ricevuto il sacramento appena nati. Marianna Storie di vita di due ragazze quasi coetanee, che rappresentano uno spaccato di questa realtà, il più delle volte silenziosa. La prima si chiama Marianna, quasi 28 anni, laureanda in giurisprudenza alla Cattolica, nata in Cina, arrivata a Milano insieme a sua sorella quando ne aveva 9. Il nome italiano è stato scelto per lei, perché quello originale è un po’ complicato da pronunciare. Da allora Mary è cresciuta nella metropoli, che lei considera la sua “casa”.Una dei tanti nuovi milanesi che abitano in quella che è diventata Chinatown, zona Sarpi. Cresce in una tradizionale famiglia cinese della generazione post-rivoluzione culturale. E la religione non fa parte di questo orizzonte. «Il regalo più grande che i miei genitori mi hanno fatto è la libertà di scelta e di pensiero che mi ha portato qui oggi – racconta Mary -. Mi hanno cresciuta inculcandomi le rigide regole tradizionali cinesi, ma concedendomi sin da piccola la facoltà di usare la mia testa, di essere padrona delle mie scelte regalandomi sempre un’opzione alternativa a quella che sembra l’unica possibile imposta dalla società».Qualche domanda, dentro di sé, Mary comincia a porsela. La curiosità cresce partecipando a corsi di cinese tenuti da padre Giuseppe, arrivato da Taiwan, da lei semplicemente considerato un insegnante «vestito elegantemente con la “divisa da prete”». Finite le lezioni, passava in chiesa e si fermava a guardare il crocifisso e le statuette. «Perché? Non lo so. Nemmeno allora conoscevo le ragioni. Semplicemente stavo bene quando mi sedevo su quelle panchine. E crescendo, capitava che vedevo una chiesa e, senza troppe pretese, senza farmi troppe domande, con molta naturalezza entravo e mi sedevo per alcuni minuti e la maggior parte delle volte uscivo più serena e tranquilla di prima. Ad ogni modo, artisticamente mi rifacevo gli occhi, molte chiese sono proprio belle e credo siano un valore artistico da condividere con tutti, cristiani e non!».La decisione di frequentare l’università e la “folgorazione” dei chiostri della Cattolica: si iscrive a giurisprudenza. Poi l’incontro con l’amore, con colui che oggi è suo marito. Ma il cammino di ricerca della fede avviene anche in occasioni inattese: per il progetto Erasmus Marianna va «alla Katholieke Universitait di Leuven, in Belgio, dove conosco alcune persone “sinceramente” di fede: una di queste è Deborah, arrivata da Singapore. Con lei mi sentivo molto a mio agio e senza pudore le chiedevo di parlarmi di Dio: le chiacchierate tra un cioccolatino e qualche citazione del Vangelo suscitavano in me la curiosità verso Dio. Rientrata da Leuven, un giorno, insieme alla mia amica Laura mi ritrovo davanti a quel cartello “Corso di preparazione al Battesimo” e spinta forse da tanta curiosità, le chiedo di accompagnarmi dentro al centro pastorale. Entriamo e incontriamo don Giorgio».«In alcuni momenti di incertezza – racconta ancora Mary – ho visto solo il buio nella strada che percorrevo. Troppi bivi, paletti, tanti allarmi, ho pensato di fermarmi perché non ci vedevo chiaro… e poi ho trovato un oceano di speranze tra le righe del Vangelo di Marco, lette e commentate insieme a Laura e a don Giorgio. Ho preso coraggio un giorno e mi ci sono tuffata, nuoto sempre nell’incertezza, ma ora nuoto serena e fiduciosa verso il futuro, con la speranza di riuscire a trovare un’isola dove piantare le mie radici per i figli che vorranno arrivare un giorno. Perché una “Casa” l’ho trovata, insieme a mio marito». Barbara La seconda storia di vita è quella di Barbara, 27 anni. Mamma italiana, cattolica, papà di religione islamica. Una coppia mista. Una vita non sempre facile. Non viene battezzata, ma cresce in un ambiente che le offre determinate conoscenze, anche se le viene assolutamente proibito fare tutto ciò che si allontana dal credo musulmano. Un periodo molto travagliato, una grande sofferenza per cui anche la decisione che ha preso è stato un modo per venirne fuori. Il papà adesso è lontano. «Lei lavora in un ospedale come operatrice sanitaria, è una clinica privata retta da suore – racconta Maria Paola, l’accompagnatrice di Barbara per il cammino che l’ha portata al battesimo -. Ha avuto anche il confronto e la conoscenza di un ambiente dove si vive un certo stile. Era molto timorosa nel dire che non era battezzata. Poi finalmente ha trovato questo coraggio manifestando la volontà di essere battezzata, aiutata anche dalle suore».Certo, i primi timori nel fare questo passo, ma poi la decisione diventa sempre più consapevole, perché lungo il cammino capisce bene il senso della scelta. Importante è anche l’incontro con Cristo, che per Barbara ha il volto dei sofferenti, dei malati che assiste. Quando si è celebrata la Messa pasquale nell’ospedale dove lavora, le suore, per delicatezza, le hanno chiesto: «Possiamo pregare anche per te o vuoi tenere il fatto del battesimo personale, senza che lo sappiano tutti?». Lei ha risposto: «Ma come no? È una grande gioia, perché devo nasconderla?». – – «La fede più forte della mia formazione razionalista» – La Pasqua, centro della vita cristiana

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