di Rita SALERNO
Redazione

L’ormai imminente Ostensione della Sindone, in programma dal 10 aprile al 23 maggio, vivrà il suo momento culminante con la visita del Santo Padre Benedetto XVI domenica 2 maggio. Il Papa si recherà a venerare il sacro lino come già il suo predecessore Giovanni Paolo II e celebrerà la messa in piazza San Carlo.
Già in passato, durante l’Ostensione del 1998, il cardinale Ratzinger si era recato a venerare la Sindone guidando il pellegrinaggio della Congregazione per la dottrina della fede. In quell’occasione, al Teatro Regio, aveva tenuto una conferenza sul tema “Fede tra ragione e sentimento”. Da notare che Wojtyła si recò a Torino per venerare la Sindone nell’ottobre del 1978, pochi giorni prima della sua elezione, per tornarvi una prima volta da Papa il 13 aprile 1980, e poi il 24 maggio 1998.
Al momento sono un milione e trecentomila i pellegrini prenotatisi per vedere una Sindone che, rispetto al passato, si presenta migliorata quanto a visibilità. Infatti, con l’intervento di conservazione del 2002 sono state rimosse le toppe apposte dalle clarisse di Chambéry, attenuando così le pieghe profonde che deturpavano l’immagine. Da dieci anni, poi, la Sindone è riposta distesa e non più arrotolata.
Il percorso si snoda attraverso i Giardini Reali bassi e gli ambienti suggestivi degli infernotti della Manica Nuova di Palazzo Reale e del Teatro Romano. Come già avvenuto nelle ostensioni precedenti, prima di accedere al Duomo i pellegrini troveranno la “prelettura”, un filmato con accompagnamento musicale che prepara a individuare e riconoscere le principali caratteristiche dell’immagine sindonica. All’uscita dal Duomo è stata invece allestita la penitenzieria, con la presenza di sacerdoti per ascoltare le confessioni dei fedeli nelle diverse lingue, e la cappella dell’adorazione, dove ogni giorno, dopo la messa del mattino, viene portato dal Duomo il Santissimo Sacramento.
Tema di questa Ostensione voluto dal cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino e custode pontificio del telo, è Passio Christi passio hominis, per sottolineare il nesso esistente tra l’immagine sindonica, impressionante testimonianza della Passione del Signore, e le molteplici sofferenze degli uomini e delle donne di oggi. Un richiamo che diventa tanto più significativo nella difficile situazione di crisi occupazionale ed economica che colpisce particolarmente il territorio torinese.
Più di quattromila i volontari, provenienti dalle comunità cristiane torinesi e da altre associazioni che provvederanno a tutti i servizi di accoglienza dei pellegrini lungo il percorso, all’assistenza sanitaria e per i disabili, all’accoglienza nelle chiese del centro storico dove si terranno celebrazioni liturgiche.
Per tutta la durata dell’Ostensione sarà possibile assistere alla messa alle 7 e fino alle 20 si potrà accedere al Duomo, che riaprirà alle 21 per ospitare incontri di preghiera e alcune interessanti iniziative culturali, tra cui le conferenze del cardinale Schonborn (arcivescovo di Vienna) e di monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Il mercoledì pomeriggio, inoltre, sarà dedicato al pellegrinaggio degli ammalati e dei loro accompagnatori. Accedendo al sito www.sindone.org è possibile conoscere tutti gli appuntamenti ed effettuare le prenotazioni. L’ormai imminente Ostensione della Sindone, in programma dal 10 aprile al 23 maggio, vivrà il suo momento culminante con la visita del Santo Padre Benedetto XVI domenica 2 maggio. Il Papa si recherà a venerare il sacro lino come già il suo predecessore Giovanni Paolo II e celebrerà la messa in piazza San Carlo.Già in passato, durante l’Ostensione del 1998, il cardinale Ratzinger si era recato a venerare la Sindone guidando il pellegrinaggio della Congregazione per la dottrina della fede. In quell’occasione, al Teatro Regio, aveva tenuto una conferenza sul tema “Fede tra ragione e sentimento”. Da notare che Wojtyła si recò a Torino per venerare la Sindone nell’ottobre del 1978, pochi giorni prima della sua elezione, per tornarvi una prima volta da Papa il 13 aprile 1980, e poi il 24 maggio 1998.Al momento sono un milione e trecentomila i pellegrini prenotatisi per vedere una Sindone che, rispetto al passato, si presenta migliorata quanto a visibilità. Infatti, con l’intervento di conservazione del 2002 sono state rimosse le toppe apposte dalle clarisse di Chambéry, attenuando così le pieghe profonde che deturpavano l’immagine. Da dieci anni, poi, la Sindone è riposta distesa e non più arrotolata.Il percorso si snoda attraverso i Giardini Reali bassi e gli ambienti suggestivi degli infernotti della Manica Nuova di Palazzo Reale e del Teatro Romano. Come già avvenuto nelle ostensioni precedenti, prima di accedere al Duomo i pellegrini troveranno la “prelettura”, un filmato con accompagnamento musicale che prepara a individuare e riconoscere le principali caratteristiche dell’immagine sindonica. All’uscita dal Duomo è stata invece allestita la penitenzieria, con la presenza di sacerdoti per ascoltare le confessioni dei fedeli nelle diverse lingue, e la cappella dell’adorazione, dove ogni giorno, dopo la messa del mattino, viene portato dal Duomo il Santissimo Sacramento.Tema di questa Ostensione voluto dal cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino e custode pontificio del telo, è Passio Christi passio hominis, per sottolineare il nesso esistente tra l’immagine sindonica, impressionante testimonianza della Passione del Signore, e le molteplici sofferenze degli uomini e delle donne di oggi. Un richiamo che diventa tanto più significativo nella difficile situazione di crisi occupazionale ed economica che colpisce particolarmente il territorio torinese.Più di quattromila i volontari, provenienti dalle comunità cristiane torinesi e da altre associazioni che provvederanno a tutti i servizi di accoglienza dei pellegrini lungo il percorso, all’assistenza sanitaria e per i disabili, all’accoglienza nelle chiese del centro storico dove si terranno celebrazioni liturgiche.Per tutta la durata dell’Ostensione sarà possibile assistere alla messa alle 7 e fino alle 20 si potrà accedere al Duomo, che riaprirà alle 21 per ospitare incontri di preghiera e alcune interessanti iniziative culturali, tra cui le conferenze del cardinale Schonborn (arcivescovo di Vienna) e di monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Il mercoledì pomeriggio, inoltre, sarà dedicato al pellegrinaggio degli ammalati e dei loro accompagnatori. Accedendo al sito www.sindone.org è possibile conoscere tutti gli appuntamenti ed effettuare le prenotazioni.

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