Redazione

Ricorre quest’anno il XXV anniversario di istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù, voluta da Giovanni Paolo II «come appuntamento annuale dei giovani credenti del mondo intero». «Una iniziativa profetica – afferma Benedetto XVI – che ha portato frutti abbondanti, permettendo alle nuove generazioni cristiane di incontrarsi, di mettersi in ascolto della Parola di Dio, di scoprire la bellezza della Chiesa e di vivere esperienze forti di fede che hanno portato molti alla decisione di donarsi totalmente a Cristo». In occasione di questa Giornata, che sarà celebrata, a livello diocesano, il 28 marzo, domenica delle Palme, è stato diffuso il Messaggio di Benedetto XVI «ai giovani e alle giovani del mondo». Il contenuto è un forte invito ai giovani a scoprire il proprio progetto di vita mettendosi in ascolto di Dio. Ricorre quest’anno il XXV anniversario di istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù, voluta da Giovanni Paolo II «come appuntamento annuale dei giovani credenti del mondo intero». «Una iniziativa profetica – afferma Benedetto XVI – che ha portato frutti abbondanti, permettendo alle nuove generazioni cristiane di incontrarsi, di mettersi in ascolto della Parola di Dio, di scoprire la bellezza della Chiesa e di vivere esperienze forti di fede che hanno portato molti alla decisione di donarsi totalmente a Cristo». In occasione di questa Giornata, che sarà celebrata, a livello diocesano, il 28 marzo, domenica delle Palme, è stato diffuso il Messaggio di Benedetto XVI «ai giovani e alle giovani del mondo». Il contenuto è un forte invito ai giovani a scoprire il proprio progetto di vita mettendosi in ascolto di Dio. Un tempo di scelta Il Messaggio prende spunto dal tema di quest’anno, “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” tratto dall’episodio del Vangelo di Marco, dell’incontro tra Gesù e il giovane ricco; tema già affrontato, nel 1985, da Giovanni Paolo II: «Il racconto esprime in maniera efficace la grande attenzione di Gesù verso i giovani, verso di voi, verso le vostre attese, le vostre speranze, e mostra quanto sia grande il suo desiderio di incontrarvi personalmente e di aprire un dialogo con ciascuno di voi». «Nel giovane del Vangelo – scrive Benedetto XVI – possiamo scorgere una condizione molto simile a quella di ciascuno di voi. Anche voi siete ricchi di qualità, di energie, di sogni, di speranze: risorse che possedete in abbondanza! La stessa vostra età costituisce una grande ricchezza non soltanto per voi, ma anche per gli altri, per la Chiesa e per il mondo. La stagione della vita in cui siete immersi è tempo di scoperta: dei doni che Dio vi ha elargito e delle vostre responsabilità. È, altresì, tempo di scelte fondamentali per costruire il vostro progetto di vita. È il momento, quindi, di interrogarvi sul senso autentico dell’esistenza e di domandarvi: “Sono soddisfatto della mia vita? C’è qualcosa che manca?”». Il Papa invita i giovani a non aver «paura di queste domande» in quanto «esprimono le grandi aspirazioni», presenti nel loro cuore. Sono domande che «vanno ascoltate» e che «attendono risposte non superficiali, ma capaci di soddisfare le vostre autentiche attese di vita e di felicità». «Per scoprire il progetto di vita che può rendervi pienamente felici – è l’esortazione del Pontefice – mettetevi in ascolto di Dio, che ha un suo disegno di amore su di voi». Vocazione e «futuro definitivo» Benedetto XVI, dunque, invita i giovani a seguire Cristo rispondendo alla sua chiamata: «La vocazione cristiana – spiega il Papa – scaturisce da una proposta d’amore del Signore e può realizzarsi solo grazie a una risposta d’amore». Da qui l’esortazione a non aver paura della chiamata «al sacerdozio, alla vita religiosa, monastica, missionaria o di speciale consacrazione. Invito, inoltre, quanti sentono la vocazione al matrimonio ad accoglierla con fede, impegnandosi a porre basi solide per vivere un amore grande, fedele e aperto al dono della vita, che è ricchezza e grazia per la società e per la Chiesa». «Interrogarsi sul futuro definitivo che attende ciascuno di noi – afferma il Pontefice – dà senso pieno all’esistenza, poiché orienta il progetto di vita verso orizzonti non limitati e passeggeri, ma ampi e profondi, che portano ad amare il mondo, da Dio stesso tanto amato, a dedicarci al suo sviluppo, ma sempre con la libertà e la gioia che nascono dalla fede e dalla speranza. Sono orizzonti che aiutano a non assolutizzare le realtà terrene, sentendo che Dio ci prepara una prospettiva più grande». Punti di riferimento «essenziali per vivere nell’amore, per distinguere chiaramente il bene dal male e costruire un progetto di vita solido e duraturo», sono i dieci comandamenti. «Dio ci dà i comandamenti perché ci vuole educare alla vera libertà, perché vuole costruire con noi un Regno di amore, di giustizia e di pace. Ascoltarli e metterli in pratica non significa alienarsi, ma trovare il cammino della libertà e dell’amore autentici». «Non scoraggiatevi» L’incoraggiamento di Benedetto XVI è anche per chi «si trova ad affrontare molti problemi derivanti dalla disoccupazione, dalla mancanza di riferimenti ideali certi e di prospettive concrete per il futuro. Nonostante le difficoltà, non lasciatevi scoraggiare e non rinunciate ai vostri sogni! Coltivate invece nel cuore desideri grandi di fraternità, di giustizia e di pace». Il futuro, afferma il Pontefice, «è nelle mani di chi sa cercare e trovare ragioni forti di vita e di speranza. Se vorrete, il futuro è nelle vostre mani, perché i doni e le ricchezze che il Signore ha rinchiuso nel cuore di ciascuno di voi possono recare autentica speranza al mondo! È la fede nel suo amore che, rendendovi forti e generosi, vi darà il coraggio di affrontare con serenità il cammino della vita ed assumere responsabilità familiari e professionali. Impegnatevi a costruire il vostro futuro attraverso percorsi seri di formazione personale e di studio, per servire in maniera competente e generosa il bene comune».

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