Si concluderanno nei mesi estivi le settimane di formazione per laici con incontri e modalità differenti per ogni zona pastorale

di Luisa BOVE
Redazione

«Non è facile oggi organizzare percorsi nuovi di formazione», dice don Ivano Valagussa, assistente dell’Azione Cattolica ambrosiana che ha curato il sussidio utilizzato durante le Settimane formative per i laici, «ma l’esperienza è andata bene perché sono passati un migliaio di adulti». Un bilancio definitivo non si può tracciare perché manca ancora qualche incontro. La zona seconda (Varese), che ha iniziato il percorso in questi giorni, ha deciso di proporre tre edizioni in sedi distinte: a Gallarate si tiene in cinque serate tra il 15 giugno al 1° luglio, invece a Villa Cagnola di Gazzada sarà dal 9 all’11 luglio e a Villa Immacolata di Castelveccana dal 27 al 29 agosto. Sempre durante l’estate anche l’Azione Cattolica propone alcuni giorni di formazione dall’1 al 4 luglio a Caravate (Va) presso la casa dei Padri Passionisti. Nella zona quinta (Monza) la Settimana di formazione di base si è svolta in autunno, mentre in quelle di Milano e Lecco tra gennaio e febbraio 2010, anche nelle zone sesta (Melegnano) e settima (Sesto San Giovanni) si è già conclusa: entrambe l’avevano realizzata in periodi diversi e in due sedi differenti. «Questo fa capire la varietà delle proposte – dice don Valagussa -, la zona sesta per esempio ha proposto un percorso tutto particolare, perché è un territorio vario e vasto che va da Treviglio ad Abbiategrasso». «L’aspetto importante è che nell’organizzazione sono sempre state coinvolte persone sul territorio». La diocesi aveva predisposto il materiale necessario (schede, sussidi…), ma poi ogni zona pastorale ha articolato la proposta secondo le proprie esigenze. «La zona quarta (Rho) è stata la più originale, perché ha avviato la formazione di base degli adulti insieme alla realizzazione della “Carta di comunione per la missione”». Il tema della prima scheda è stato affrontato con un incontro a livello di zona pastorale, mentre dalla seconda alla quinta il lavoro si è concentrato in due giorni. Le Settimane di formazione più partecipate a livello numerico sono state la terza (Lecco) e la quarta (Rho) con una presenza anche superiore alle 250 persone e un’età media che andava dai 30 ai 50-60 anni, con qualche eccezione di anziani e giovani. Tra gli iscritti molti erano già impegnati in varie attività, ma desiderosi di «riscoprire la spiritualità laicale», non sono mancati però anche «volti nuovi» che potrebbero in futuro candidarsi per il rinnovo dei consigli pastorali parrocchiali. «Ho visto una partecipazione convinta – assicura don Valagussa -, con una riconoscenza da parte degli adulti per aver affrontato i “pilastri” della spiritualità laicale, che ha come tratto caratteristico la passione per la Chiesa locale». È stato bello per loro dedicare tempo alla propria formazione personale e non immediatamente in funzione di un’operatività. «Questa attenzione formativa, che dovrà continuare, riguarda tutti perché rappresenta la sintesi tra Vangelo e vita nei diversi contesti». «È importante riscoprire la valenza educativa alla fede nella vita ordinaria – continua Valagussa -, con la partecipazione alla Messa domenicale, la catechesi parrocchiale o della Comunità pastorale, la carità, gli impegni che si assumono in ambito sociale…». Ma è altrettanto importante cogliere anche tutte le occasioni che la diocesi e le zone pastorali offrono per una spiritualità del laico: «Penso in particolare alle scuole di teologia o bibliche, ai gruppi di ascolto o alle iniziative organizzate all’Eremo San Salvatore o a Villa Sacro Cuore di Triuggio». «Non è facile oggi organizzare percorsi nuovi di formazione», dice don Ivano Valagussa, assistente dell’Azione Cattolica ambrosiana che ha curato il sussidio utilizzato durante le Settimane formative per i laici, «ma l’esperienza è andata bene perché sono passati un migliaio di adulti». Un bilancio definitivo non si può tracciare perché manca ancora qualche incontro. La zona seconda (Varese), che ha iniziato il percorso in questi giorni, ha deciso di proporre tre edizioni in sedi distinte: a Gallarate si tiene in cinque serate tra il 15 giugno al 1° luglio, invece a Villa Cagnola di Gazzada sarà dal 9 all’11 luglio e a Villa Immacolata di Castelveccana dal 27 al 29 agosto. Sempre durante l’estate anche l’Azione Cattolica propone alcuni giorni di formazione dall’1 al 4 luglio a Caravate (Va) presso la casa dei Padri Passionisti. Nella zona quinta (Monza) la Settimana di formazione di base si è svolta in autunno, mentre in quelle di Milano e Lecco tra gennaio e febbraio 2010, anche nelle zone sesta (Melegnano) e settima (Sesto San Giovanni) si è già conclusa: entrambe l’avevano realizzata in periodi diversi e in due sedi differenti. «Questo fa capire la varietà delle proposte – dice don Valagussa -, la zona sesta per esempio ha proposto un percorso tutto particolare, perché è un territorio vario e vasto che va da Treviglio ad Abbiategrasso». «L’aspetto importante è che nell’organizzazione sono sempre state coinvolte persone sul territorio». La diocesi aveva predisposto il materiale necessario (schede, sussidi…), ma poi ogni zona pastorale ha articolato la proposta secondo le proprie esigenze. «La zona quarta (Rho) è stata la più originale, perché ha avviato la formazione di base degli adulti insieme alla realizzazione della “Carta di comunione per la missione”». Il tema della prima scheda è stato affrontato con un incontro a livello di zona pastorale, mentre dalla seconda alla quinta il lavoro si è concentrato in due giorni. Le Settimane di formazione più partecipate a livello numerico sono state la terza (Lecco) e la quarta (Rho) con una presenza anche superiore alle 250 persone e un’età media che andava dai 30 ai 50-60 anni, con qualche eccezione di anziani e giovani. Tra gli iscritti molti erano già impegnati in varie attività, ma desiderosi di «riscoprire la spiritualità laicale», non sono mancati però anche «volti nuovi» che potrebbero in futuro candidarsi per il rinnovo dei consigli pastorali parrocchiali. «Ho visto una partecipazione convinta – assicura don Valagussa -, con una riconoscenza da parte degli adulti per aver affrontato i “pilastri” della spiritualità laicale, che ha come tratto caratteristico la passione per la Chiesa locale». È stato bello per loro dedicare tempo alla propria formazione personale e non immediatamente in funzione di un’operatività. «Questa attenzione formativa, che dovrà continuare, riguarda tutti perché rappresenta la sintesi tra Vangelo e vita nei diversi contesti». «È importante riscoprire la valenza educativa alla fede nella vita ordinaria – continua Valagussa -, con la partecipazione alla Messa domenicale, la catechesi parrocchiale o della Comunità pastorale, la carità, gli impegni che si assumono in ambito sociale…». Ma è altrettanto importante cogliere anche tutte le occasioni che la diocesi e le zone pastorali offrono per una spiritualità del laico: «Penso in particolare alle scuole di teologia o bibliche, ai gruppi di ascolto o alle iniziative organizzate all’Eremo San Salvatore o a Villa Sacro Cuore di Triuggio».

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